Padre Bernardo e la sua community

Per leggere la pagina clicca qui

C’è ancora spazio, nella nostra società, per una spiritualità monastica? E’ da sempre esistito uno stretto legame fra la città di Firenze e il Monastero di San Miniato al Monte: quale trasformazione ha subìto in tempo di pandemia? E il Cimitero delle Porte Sante riveste ancora un ruolo simbolico per la città? Queste alcune delle possibili domande che si pone non solo chi guarda a San Miniato come ad un faro spirituale per navigare nella vita, ma anche chi, al di là della fede, è capace di cogliere in questo Monastero diverse occasioni culturali. Molte le iniziative di cui si è fatto e si fa tuttora portavoce: dal dialogo interreligioso del “Festival delle Religioni” alle installazioni artistiche contemporanee, agli incontri musicali, fino alla creazione di un importante spazio per un’associazione di genitori colpiti dalla perdita di un figlio, “La stanza accanto”. Consultando il sito internet sanminiatoalmonte.it si può capire meglio la storia dell’Abbazia e che cosa significhi essere monaci e oblati nel XXI secolo, oppure si può rimanere semplicemente aggiornati sugli orari di apertura della chiesa e della farmacia (che, insieme ai souvenir e ai classici liquorini, offre gli squisiti dolci creati dalle sapienti mani di dom Ildebrando), oltre che su varie iniziative in generale. Durante la pandemia la sezione “Omelie e meditazioni” non si è interrotta, ma ha anzi permesso di leggere, chiusi in casa, le omelie più significative di padre Bernardo, abate di San Miniato. La “porta” della Basilica è dunque rimasta “aperta” anche quando la chiesa era costretta ad essere chiusa per i DPCM. Dom Bernardo non disdegna nemmeno i vari social (Facebook, Twitter, Instagram), affidando alla moderna tecnologia svariati alti contenuti. E non c’è da sorprendersi se migliaia sono i suoi follower, dando l’idea che molti ricorrono ai social non solo per “divertimento”, ma anche per rimanere in contatto -grazie ad un osservatorio del tutto particolare- con quanto accade nel resto del mondo. Grazie alla paziente opera del suo abate, San Miniato ha dunque saputo mantenere la propria vocazione di “fortezza dello spirito”. In tempo di Covid ha permesso a donne e uomini di oltrepassare la sconfortante cronaca per trovare un rifugio di speranza, una filigrana cui guardare per orientare il difficile cammino verso un orizzonte di più ampio respiro. In questa prospettiva anche il Cimitero Ottocentesco delle Porte Sante, il più suggestivo pantheon di Firenze, può forse suggerire ancora oggi-con le sue tombe monumentali, con il suo silenzio fuori dal tempo- una riflessione a tutti noi, credenti e no: quale sia il senso profondo della nostra esistenza e quali siano gli irrinunciabili valori – anche laici – a cui attingere bellezza per le nostre fragili e, troppo spesso, frenetiche vite.