Donne tra stereotipi e uguaglianza Dalla parità di diritti alla parità di opportunità: la lunga battaglia non è ancora conclusa

Quando si parla di uguaglianza di genere, si pensa subito alla lunga strada che le donne, nel corso della storia, hanno compiuto per raggiungere la parità di diritti, a cui dovrebbe corrispondere una parità di opportunità. Ma è davvero così? È sufficiente guardarsi intorno per rendersi conto che, purtroppo, ancora oggi sono frequenti gli episodi di discriminazione che colpiscono le donne. Si manifestano in modo estremo, come ad esempio nella violenza di genere, nello stalking, nel fenomeno delle spose bambine, ma anche in forme più lievi e tuttavia non per questo meno incisive nella vita delle donne: discriminazioni quotidiane che ci fanno capire quanto ancora sia lunga la battaglia per arrivare ad ottenere un’uguaglianza effettiva, che sia cioè non solo sancita dalle leggi, ma anche messa in pratica e concretamente realizzata. Forme di discriminazione sono evidenti anche nella prassi di delegare il lavoro casalingo e la genitorialità alle donne, retaggio di una mentalità che le vedeva relegate al ruolo di madri, mogli, muse ispiratrici, responsabili della cura dell’individuo. In ambito lavorativo poi, si riscontrano disparità nella retribuzione e nell’accesso a ruoli dirigenziali, sia nel settore pubblico, che privato. È grave constatare come per una donna sia più difficile che per uomo ottenere un avanzamento di carriera e raggiungere posizioni apicali, schiacciata dal cosiddetto «soffitto di cristallo», oppure notare come alcuni comportamenti vengano ritenuti inappropriati: competere per farsi una posizione, ottenere rispetto e considerazione all’interno di un gruppo di lavoro, far valere la propria autorità. Nel XXI secolo sono ancora troppo poche le donne che «ce l’hanno fatta» e questo nonostante le tante leggi che negli anni sono state promulgate a favore della parità di genere. Una spia di questa disuguaglianza è la diffusione degli stereotipi di genere, talmente presenti ed invasivi da tradursi in veri e propri comportamenti non equi e discriminatori. Ed è per questo che sradicarli rappresenta un obiettivo prioritario. Quante volte ci è capitato di sentire che certi lavori sono adatti esclusivamente agli uomini? Quante volte ci hanno detto «sei una donna, questo non lo puoi fare», oppure «sei già arrivata fin qui, accontentati!»? Per vincere questa battaglia e raggiungere finalmente l’effettiva parità di genere è necessario stare dalla parte delle ragazze, iniziando con l’intervenire laddove gli stereotipi sono maggiormente cristallizzati: «come l’acqua per i pesci, proprio perché ci circondano e sono ovunque, non li vediamo più».

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