Sulle tracce del nostro presente

Lavorando con l’insegnante sulla Seconda guerra mondiale, ci siamo accorti che molte cose intorno a noi ci parlano del nostro passato. Allora, essendoci appassionati all’argomento, abbiamo iniziato a rovistare tra i ricordi legati alle nostre famiglie, alla ricerca di tracce che ci parlassero di quel periodo molto importante della Storia recente. Abbiamo chiesto ai nostri parenti e compaesani di una certa età, che hanno vissuto questa esperienza in prima persona, di procurarci foto, lettere, storie ed aneddoti, che magari avevamo già sentito durante qualche pranzo di famiglia ma che, in quel momento, non avevamo approfondito. Ecco che sono emerse vicende davvvero significative! Il bisnonno di una nostra compagna ad esempio, negli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale, all’età di diciassette anni ricevette in regalo un modellino di aeroplano direttamente da Galeazzo Ciano, ministro del governo e genero di Benito Mussolini. Il motivo di questo regalo era legato alla sua passione per l’aeronautica militare, nella quale, essendo minorenne, non poteva ancora entrare. Il modellino doveva quindi essere una specie di portafortuna. E infatti, compiuti diciotto anni, egli riuscì ad entrare come aviere motorista, portando, durante la Seconda guerra mondiale, i pezzi occorrenti per aggiustare i motori degli aerei danneggiati durante le missioni. Un’altra nostra compagna ci ha raccontato di un altro suo bisnonno che partì per la guerra all’inizio del 1942 e fu spedito a combattere in Albania con i Lupi di Toscana, un battaglione di Firenze. Nel 1943, dopo l’armistizio e l’alleanza con gli americani, i soldati italiani che si trovavano in Albania, non avevano indicazioni chiare dal comando principale. Così lui fu fatto prigioniero dai tedeschi e fu portato in un campo di lavoro in Polonia. A fine guerra, nel 1945, fu liberato e a piedi tornò a Soianella, una frazione del nostro comune. Una volta tornato a casa conobbe la sua prima figlia, nata nel ‘42. Oltre ai racconti sono venuti fuori anche tanti oggetti: portafogli con le iniziali ricamate di due innamorati, monete tedesche, attestati di stima da parte dell’esercito alleato e molte medaglie al valore, a testimoniare un impegno spesso pagato con la vita. E poi abbiamo potuto condividere con la nostra classe molte foto: tra tutte abbiamo scelto quella che vedete qui accanto, in cui una bambina, davanti ad un carro armato americano, guarda un fiore, simbolo di ritrovata speranza. Dopo aver ascoltato e visto che molte cose del nostro paese ci riportano al passato, abbiamo imparato ad alzare la testa e a prestare attenzione al nome di una via, ad un monumento o ad una lapide: ogni cosa, se vista sotto una luce nuova, può rivelare molto di ciò che siamo stati. E forse anche di ciò che siamo adesso.

Classe 3B

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