Ragazzi e pandemia: come uscirne?

In questi giorni parliamo spesso di questo periodo difficile che stiamo attraversando, parliamo di noi ragazzi al tempo della pandemia e di come ci sentiamo. Mettendo insieme le informazioni ricavate dall’intervista alla psicologa della nostra scuola, dottoressa Martina Borghi, abbiamo capito che in questi mesi c’è stato un grosso cambiamento sia nei ragazzi che negli adulti; entrambe queste generazioni non sono più come prima, sono cambiate profondamente. Se approfondiamo questa tematica, notiamo però che le fasce di età più colpite sono state i ragazzi fra 11 e 15 anni. Sì può quindi dire che i ragazzi frequentanti le scuole medie e le superiori sono stati i più colpiti poiché sono venute meno la vicinanza degli amici, la socializzazione con i coetanei, importanti punti di riferimento e di ritrovo come la scuola. Di conseguenza, essendo costretti a stare chiusi in casa e a fare meno sport, la vita dei giovani sta diventando più sedentaria, e ovviamente la qualità di quest’ultima non sta migliorando. Inoltre è accresciuto tra i ragazzi l’atteggiamento dell’apatia e della passività, ovvero l’incapacità di provare interessi diffusa tra i giovani in modo davvero incontrollato. Gli psicologi pensano sia un effetto dell’attuale situazione sanitaria. L’apatia causata dalla pandemia è legata alla mancanza di stimoli e di momenti che ci fanno stare bene. Alcuni ragazzi hanno addirittura avuto disturbi del sonno e dell’alimentazione, tutti dovuti alla sofferenza del lockdown e delle varie quarantene. Anche tra gli adulti molti soffrono, dormono male e hanno frequentemente mal di testa e dolori allo stomaco. Un altro dato emergente, secondo la dottoressa, è l’aumento di stati di ansia nei ragazzi. L’ansia è dovuta ai continui “salti” dalla didattica in presenza a quella a distanza e all’incertezza. Siamo comunque sicuri che gli effetti di questa situazione sulla psiche degli adolescenti non causeranno danni permanenti in futuro; non avranno un peso sulla loro crescita. Possiamo anche aggiungere che in tutto questo caos la scuola rappresenta un elemento molto positivo per i ragazzi: la scuola è un luogo sicuro per gli studenti dove si possono aprire liberamente, essa permette loro di avere contatti sia diretti che fisici con i coetanei. Ma anche i ragazzi stessi stanno riuscendo a tener testa a questa pandemia, parliamo della loro adattabilità, quindi la loro capacità di cambiare in base alle situazioni e adattarsi facilmente. Questo solamente per far capire che gli adolescenti si stanno affaticando, si stanno allontanando dalla loro quotidianità, e soprattutto i familiari, i professori e le persone con cui passano molto tempo dovrebbero aiutarli a sopportare questo periodo complicato e a superare gli ostacoli con forza e coraggio. È arrivato il momento di agire.

Classe 3C

Tutor: Alessandra Cenci

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