Un’intera settimana… “digiuni”!

«Non cresci» e, se non sei consapevole delle cose, diventi manipolabile ». Questa è la frase citata dal libro «Liberamente Veronica » di Fernando Muraca, dal quale tutto è partito. Sappiamo che i social rappresentano «un’esigenza vitale», comune a tutti noi adolescenti, nonostante la consapevolezza delle possibili problematiche che emergono a causa dell’eccessivo utilizzo come insicurezza personale, problemi psicologici e altro. Per capire meglio l’argomento abbiamo pensato di intraprendere una lettura che ci invogliasse e ci istruisse sul grande mondo dei social network. Veronica, la protagonista del libro, decide di raccogliere la sfida fatta dalla sua insegnante di chiudere nel cassetto per un mese lo smartphone e provare a vedere come si vive senza Facebook, Instagram, Whatsapp… Il libro rispecchia in modo preciso le emozioni, i pensieri reali, che ciascun ragazzo potrebbe provare. Perché non intraprendere lo stesso esperimento di Veronica? Abbiamo aderito tutti modificando la durata della prova: forse soltanto una settimana senza l’uso dei social sarebbe stata possibile! E com’è la vita senza? E’ pensabile? L’esperimento ha reso possibile un’ampia e concreta visione del problema reale nella nostra quotidianità. E’ stata una sfida ardua e complessa per noi ragazzi abituati ad utilizzarli costantemente ma nonostante le difficoltà iniziali abbiamo notato i primi cambiamenti, come, per esempio, una maggiore capacità nel riconoscere i valori della vita, saperne cogliere gli attimi preziosi, difficili da visualizzare in precedenza. Abbiamo anche potuto constatare quali amicizie superano un semplice messaggio e quali invece rimangono invariate o crescono nonostante la presenza o meno delle varie chat. Abbiamo ragionato sul vero utilizzo del telefono e quanto per noi sia divenuto un’immersione in un mondo «virtuale», quasi un rifugio dove il tempo trascorre senza accorgersene e la vita vera coi suoi momenti preziosi non lascia il piacere dell’incontro, della relazione con gli altri, non si assapora l’ambiente intorno, gli occhi rimangono chiusi dentro un mondo parallelo. Ci siamo accorti di essere più dipendenti dallo smartphone di quanto ci aspettassimo, di come le giornate senza il suo contributo siano diverse e di quanto il suo uso continuo e sfrenato limiti la nostra immaginazione rendendole monotone. L’esperimento è diventato un mezzo per approfondire la nostra dipendenza, quell’essere condizionati dallo schermo che ci impedisce di percepire gli aspetti reali della vita. Tuttavia non demonizziamo i social, il loro uso non sempre è negativo, fa parte della nostra crescita diventare persone capaci di gestire i propri istinti e renderci consapevoli del loro impiego responsabile e moderato.

Classe 3G

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