Meritevoli di tanta bellezza

Nel Parco siamo cresciuti, alcuni di noi hanno frequentato l’asilo che si trova all’interno di esso: è un luogo legato ai nostri ricordi; eppure molte cose della sua storia ci erano finora sconosciute. Luxorius era un funzionario romano condannato a morte al tempo di Diocleziano per la sua conversione al Cristianesimo. Il 23 maggio del 1084 l’imperatore Enrico IV donò alla Chiesa i suoi possedimenti dello stato pisano, compresa l’area dei Tomboli pisani. In quell’anno venne costruito il monastero di San Luxorio. Per errore dei copisti, nei manoscritti, Luxorius divenne Ruxorius, da cui deriva l’attuale nome Rossore. I Canonici utilizzarono questi territori per ricoverare la popolazione durante le pestilenze e le invasioni barbariche. Nel 1509 Pisa fu conquistata da Firenze e, da allora, molte famiglie presero in affitto appezzamenti di terreni nel Parco. Nel 1549, Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, prese in affitto una vastissima area e, così, la famiglia de’ Medici divenne quella che aveva più possedimenti all’interno del Parco. Il figlio Ferdinando finanziò il taglio dell’Arno ai Bufalotti, per facilitare il flusso dell’acqua e ridurre le inondazioni, modificando il perimetro del Parco. Inoltre, fece edificare l’area di Cascine Vecchie per farne abitazioni di contadini e dette il via all’insediamento delle pinete da pinoli. Per favorire il proliferare della fauna selvatica e fare di San Rossore una splendida tenuta di caccia, i Medici eliminarono i lupi. Nel 1737 i Lorena subentrarono ai Medici. Nel 1822 Ferdinando III di Lorena acquistò dai Canonici tutta l’area. Leopoldo II progettò un nuovo assetto urbanistico del Parco, costruì strade di collegamento, tra cui il viale delle Cascine e quello del Gombo, e edificò la villa reale di Cascine Vecchie. Con l’Unità d’Italia il Parco entrò nel patrimonio del Regno Sabaudo d’Italia, come bene in dotazione alla Corona. Vittorio Emanuele II pensava che i pisani non meritassero tanta bellezza, si stabilì nella reggia costruita da Leopoldo II e fece demolire la locanda sul mare, fino ad allora data in concessione dai Lorena alla famiglia dei Ceccherini e utilizzata dai cittadini pisani a scopi terapeutici. Il 5 settembre 1938, nella villa delle Cascine Vecchie, il re Vittorio Emanuele III firmò le «leggi razziali». Il 13 luglio 1943 i Savoia lasciarono San Rossore e non vi sarebbero più ritornati. Purtroppo la villa reale di Cascine Vecchie venne distrutta dai soldati tedeschi nel 1944. Dopo il referendum del 2 giugno 1946 il Parco diventò tenuta demaniale. Nel 1957 la tenuta passò alla Presidenza della Repubblica fino al 1999, quando il Parlamento trasferì la proprietà alla Regione Toscana. Il 17 marzo 2000 la Regione ha individuato l’Ente Parco Migliarino-San Rossore- Massaciuccoli come gestore del bene.

Classe 1F

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