La disuguaglianza di genere

In molti Paesi le donne sono state e sono considerate inferiori agli uomini a causa della tradizionale cultura patriarcale, che si basa sull’autorità della figura maschile. Da sempre infatti l’uomo ha considerato la donna un essere inferiore, il «sesso debole », perché la vedeva fragile, non la considerava in grado di vivere da sola, ma bisognosa di stare sotto la protezione di una persona più forte, l’uomo. Questa convinzione ha inculcato nella mente delle persone lo stereotipo della donna, che deve stare a casa ad accudire i figli. Per colpa della società, poco organizzata, nonostante le numerose lotte per ottenere dei diritti, è ancora difficile concepire la mamma lavoratrice, che include nella sua vita sia lavoro che famiglia. Queste tradizioni infatti spesso vanno a influenzare la vita politica e sociale di alcuni Stati, cosicché le donne si trovino in continuo svantaggio rispetto agli uomini. La libertà di scelta, da cosa indossare o come trascorrere il tempo, a quella di votare e di scegliere con chi passare la propria vita, non è un diritto scontato per ogni donna, ad esempio in Arabia Saudita molte donne devono chiedere il consenso al marito o al padre per fare determinate azioni. Alle donne sono state strappate di mano non solo le libertà e alcuni diritti, ma anche i sogni; certi sogni venivano considerati al maschile non molto tempo fa, ma, come ci ha dimostrato Samantha Cristoforetti, non esiste differenza tra uomo e donna, ma tra chi è competente e chi no. Alcune bambine in certi Paesi devono sposarsi molto giovani e vengono così sottratte alla loro infanzia e ai loro sogni, sono costrette a lasciare la scuola e le loro amicizie e diventano donne molto precocemente, perché vengono date in spose a uomini molto più grandi di loro. Non molto tempo fa e ancora oggi, nascere femmina vuol dire partire un passo più indietro sulla linea di partenza rispetto agli uomini, per questo le donne devono correre più velocemente, con più tenacia e con più fatica per poter vincere e per avere la soddisfazione di dire che ce l’hanno fatta, con le proprie forze. A questo scopo in alcuni Paesi si sta provvedendo a stabilire pari opportunità e solo in 6 stati (Belgio, Danimarca, Francia, Lettonia, Lussemburgo e Svezia) la parità tra uomo- donna si è raggiunta definitivamente. Un importante successo infatti è quello compiuto da Sanna Marin, che a soli 34 anni è diventata la nuova ministra finlandese e che guiderà un governo formato da quattro partiti di centrosinistra, tutti gestiti da donne. Tuttavia nel mondo le donne che svolgono un lavoro importante e prestigioso sono poche, anche i datori di lavoro infatti preferiscono spesso assumere uomini, perché pensano possano lavorare per più ore, sopportando meglio la fatica e assentandosi di meno, senza il rischio della maternità. Anche l’Onu si sta occupando della questione, infatti nell’Agenda 2030 ha inserito la parità di genere nei suoi obiettivi, al 5° posto tra i 17.

Tutor: Luigina D’Anselmo

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