Virus ti scrivo, pensieri di un anno

È così che abbiamo deciso di titolare la discussione nata in classe tra noi compagni e la professoressa di lettere, su questo anno così anomalo e particolare, da far cambiare abitudini al mondo intero. «Ormai è un anno che ci perseguita, prof! – dice Dante – e che viviamo rinchiusi in casa, senza poter praticare i nostri sport e incontrare gli amici»; «Io vorrei sapere da dove arriva e per quale motivo sia venuto da noi e non dagli alieni », dice scherzosamente Alberto. L’unica speranza è il vaccino, per Matteo, e dobbiamo fidarci degli scienziati che ci lavorano mentre Duccio attende con ansia la fine della pandemia, per poter organizzare una festa con gli amici. La discussione, in classe, si arricchisce di nuovi spunti: c’è chi, come Chiara, “ringrazia” il covid perché le ha permesso di apprezzare la scuola in presenza e i momenti in famiglia; Marco si rammarica per la spensieratezza perduta, per le passeggiate con gli amici che non esistono più mentre Emma ci ricorda tutti gli operatori sanitari, quelli che lottano ogni giorno, per salvare vite e far respirare un po’ di vicinanza a chi non ha più nemmeno la possibilità di morire, con accanto i suoi cari. «Prof, il virus ci ha insegnato a non dare mai niente per scontato e ad apprezzare quello che abbiamo», dice Stella e Pietro aggiunge che siamo riusciti a conviverci, che ci siamo abituati alle mascherine, al gel e al metro di distanza e che perfino Sanremo è andato in onda senza pubblico. Luigi e Irene ricordano la libertà perduta e le vite distrutte mentre Jacqueline si rammarica perché non riesce più a vedere il babbo e il fratello, anche se adesso ha più tempo per se stessa. Riccardo vorrebbe chiedere al virus «perché ci ha fatto così male», Aurora si lamenta perché l’Italia è diventata tutta a colori e le regioni si sono ritrovate isolate e Martina ci ricorda che anche l’economia è stata messa in ginocchio, facendo diventare l’ultimo anno che abbiamo vissuto un vero e proprio inferno. «Caro virus, anche se sei un mostro molto forte – dice Tommaso – noi ti sconfiggeremo con i nostri comportamenti e con il vaccino e, conclude Lapo, riusciremo a tornare alla normalità ». Questi sono i nostri pensieri, le voci dei protagonisti indiretti di questo anno particolare, un anno vissuto dietro uno schermo, un anno nel quale la paura ha preso la forma di un mostro invisibile e invincibile che ci impedisce di vivere i nostri affetti con la libertà consueta. Gli adolescenti come noi sono stati i più penalizzati: chi ascolta le nostre voci? In un momento come questo, dove l’isolamento è diventato una virtù, noi difendiamo, a spada tratta, la scuola in presenza e tutto quello che ad essa consegue: socialità, relazione e crescita. Ancora una volta, la scuola si rivela il luogo più adatto a tirare fuori la propria identità, le idee di ciascuno, i cambiamenti che si vorrebbero e, per una volta, abbiamo parlato noi, i ragazzi, quelli quasi sempre inascoltati, quelli che subiscono i danni maggiori ma che non hanno mai voce in capitolo.

Classe 2D

Tutor: Laura Dentato

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