La nostra? Una vita DAD mediano

Sveglia alle 7.00, la spengo, non vedo il senso di svegliarsi alle 7.00 se siamo in DAD e comincia alle 8.00. A un certo punto trovo la forza di alzare la schiena svogliatamente a un orario imprecisato tra le 7.51 e le 7.54. Mi piazzo sulla sedia con una felpa e, sotto, il pigiama con gli elefantini e le ciabatte fregate a mio babbo. Entro su Classroom alle 8 in punto, ma il prof non ha ancora messo il link per la lezione. In quel preciso momento le notifiche whatsapp del gruppo classe passano da zero a cento (come la canzone) in 23 nano secondi e sono tutte dannatamente uguali: “Ma solo io non vedo il link?”, “Raga non c’è il link”, “No pure io”, “Anch’io non vedo il link”, “Nemmeno io”, “Quando appare il link ditemelo che sono tornato a letto”. Ciò accade ogni singola ora e sapere che il link appare solo quando inizia la lezione, pare per noi ininfluente. Ma eccolo, una visione mistica. Lo clicco e saluto: “Buongiorno prof”, “Buongiorno, mi sentite ragazzi?” Noi annuiamo a prescindere, ma puntualmente i più temerari fanno partire il rito propiziatorio: “Prof, io la sento ma non la vedo”, “Io la vedo, ma non la sento”, “Io non la vedo e non la sento”, “Io la sento a scatti”, “Io vedo tutti pallini” finché il prof riprende le redini con un “Adesso cominciamo! Chi ha problemi esca e rientri senza comunicarlo al mondo”. Si comincia; livello di ansia: interrogazione di matematica alla prima ora su polinomi di diciannovesimo grado quando tu ricordi a stento la tabellina del 6. Seconda ora, verifica: terrore vero. Sguardi vacui che fissano l’orizzonte di bigliettini attaccati al muro, pc rivestito di fogli mediante operazione accurata durata tutta la notte. Intervallo: pochissimi minuti di libertà in cui fai le cose più improbabili come se fossero gli ultimi istanti della tua vita e poi si torna davanti al pc chiedendosi perché la natura sia così matrigna. Ma si prosegue: simulazione di perdita di connessione che nemmeno i falli in Champion, audio che partono a tradimento con documentari inutili, le facce buffe dei compagni perché nel gruppo classe hanno lanciato la sfida estrema del “Prova a non ridere: impossibile al 100%”, lanci isterici del controller della Play che vibra insistentemente quando non dovrebbe, chi si guarda in video solo per sistemarsi i capelli… ed è subito: “Arrivederci a domani, ragazzi!!!”. Spengo il pc e penso: resistiamo amici, la nostra Scuola è molto altro, è condivisione di emozioni faccia a faccia, di merende spartite tra 5 o 6 persone, di ansie per le verifiche facendoci forza tra di noi… Insieme, alunni e professori, ci riprenderemo la nostra Scuola.

Classe 3A

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