A scuola senza alcun confine

La pandemia, che subiamo ormai da un anno, non ha indebolito il sistema scolastico. Grazie alle tecnologie e alla buona volontà dei professori, ci è stato consentito di fare numerosi progressi in campo tecnologico. ??Oltrea non perdere ore di lezione, lo scorso dicembre siamo anche riusciti a vedere uno spettacolo teatrale direttamente sulla Lim (Lavagna interattiva multimediale). L’esperienza è stata fatta tramite internet, collegandoci con la stagione ragazzi del teatro di Buti e assistendo a «L’uomo dei due mondi»: lo spettacolo, della compagnia Bubamara Teatro, trattava??i temi dell’immigrazione attraverso la vita del protagonista Yassine, un giovane che lascia la sua terra d’origine, il Marocco, per emigrare in italia dove già si trova il padre, in cerca di una vita migliore. L’esperimento ha arricchito quello che già avevamo studiato sui libri: sin dai tempi antichi le persone, specialmente contadini desiderosi di sfuggire alla povertà, incominciarono a emigrare verso le Americhe e l’Australia, dove la popolazione stava aumentando rapidamente perchè sembrava che ci fosse una possibilità di successo per tutti. Anche oggi centinaia di persone abbandonano il proprio paese per allontanarsi da povertà, guerre e carestie. Le migrazioni possono essere esterne e interne, con spostamenti nel proprio paese. Tra i migranti si distinguono i profughi (coloro che scappano per motivi politici) e i clandestini (coloro che si spostano senza documenti). Attualmente le persone che emigrano, in alcuni stati vengono accolte in campi di accoglienza, dove vivono in condizioni disastrose e molto spesso si trovano al centro di episodi di razzismo e bullismo, a causa del colore della propria pelle e delle caratteristiche esteriori, che sappiamo legate al clima e alle abitudini del luogo di origine. Anche se diverse etnie popolano il mondo, la «razza umana», però, è unica. Lo studio e le riflessioni condivise che la scuola ci stimola, ci insegnano a rispettare il prossimo, aiutarlo e soprattutto non discriminare, perchè è molto facile ferire i sentimenti degli altri. Nonostante le difficoltà logistiche, le attività didattiche – in presenza o «a distanza» – sono proseguite con impegno ed entusiasmo e ci hanno consentito di veder concretizzato un percorso interdisciplinare di educazione civica che ci ha portato alla conclusione che a scuola si impara a superare i confini intesi sia come impedimenti accidentali (come è il Covid), che sociali, per vivere appieno il senso di una società digitale e multiculturale. Quindi, dobbiamo ritenerci davvero fortunati per essere nati in un ambiente «dove si sta bene” e dove è possibile valorizzare ogni persona che ci circonda, pensando alla ricchezza che ogni testimonianza di vita ci regala.

Classe 3B

Tutor: Paola Marcone

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