Nessuno di loro merita l’abbandono

Quante volte abbiamo sentito parlare di abbandono di animali da compagnia? Troppe, anche nella nostra città. Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Alessandra Capogreco che fa parte dell’associazione Enpa, Ente nazionale protezione animale che si occupa di accudire gli animali in difficoltà. Lasciamo la parola alla presidente della sezione di Arezzo. Perché ha deciso di fare questo lavoro ? «Dedico il mio tempo agli animali gratuitamente da quando trovai un cane abbandonato per strada che aveva bisogno di aiuto, e da ciò è nata l’idea di fondare un’associazione per il recupero di animali abbandonati. L’Enpa è nato ad Arezzo nel 1991 per dare accoglienza alle necessità degli animali perché un animale non deve essere abbandonato, ma portato in un posto sicuro». Di che cosa si occupa l’Enpa? «Da molto tempo l si dedica alla protezione degli animali, in particolare ad Arezzo gestisce il Canile e Gattile comunale. E, chi vuole, può rivolgersi a noi tramite segnalazione per richiedere l’intervento in caso di maltrattamenti verso gli animali, chiamando il numero 0575 2551». A proposito del Canile, con la pandemia le adozione sono aumentate o diminuite ? «In un primo momento il canile ha dovuto chiudere al pubblico. Poi la città ha risposto bene e le adozioni, soprattutto di cani anziani, hanno avuto un importante incremento». Quali cure ricevono gli animali in canile ? «La mattina i cani vengono nutriti verso le 8, poi si passa alla pulizia dei box; tra le 11 e le 13 vengono liberati a turno per correre in un’area interna. Il pomeriggio i volontari li portano fuori a rotazione. Il veterinario passa in canile due volte a settimana». Cosa deve fare un cittadino quando vede un animale abbandonato e in pericolo? «Prima di tutto si deve controllare se nei paraggi si trova il padrone, oppure informarsi se l’animale è abituato a uscire da solo nei pressi della casa. Poi si deve chiamare il Servizio di Recupero animali, attendere l’arrivo dell’operatore e indicare eventualmente dove è andato». Esiste ancora oggi lo stereotipo negativo del canile e dell’accalappiacani? «Sì per via delle immagini che girano sul web. La condizione dei cani dipende dalla gestione dei canili. Non bisogna fermarci alle immagini in rete. Se c’è chi si prende cura di loro, quello sarà un buon canile. In fondo, il miglior canile è quello che non c’è, perché vorrebbe dire che abbiamo imparato a rispettare gli animali. I cani sono esseri viventi e bisogna rispettarli e imparare ad amarli: nessuno di loro merita di essere abbandonato, è un gesto spregevole che sottolinea sempre di più l’ignoranza e la cattiveria umana».

Classe 2D

Tutor: Lucia Facchinelli, Cinzia Centonza, Sara Nocciolini

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