Un successo lungo 700 anni

Ieri in tutta Italia si è celebrato il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. Sebbene siano passati 700 anni dalla sua morte, il poeta mantiene ancora una notevole fama. Infatti non sono pochi gli artisti e gli scrittori che continuano a ispirarsi all’Alighieri. Grazie a loro Dante ha sempre un piede nel passato e uno nel presente, restando attuale e non solamente un argomento scolastico. Luigi Garlando, noto giornalista sportivo e scrittore per ragazzi, ha deciso di scrivere per questa occasione il romanzo “Vai all’inferno, Dante!”. Nel libro il poeta torna ai giorni nostri per riportare sulla retta via Vasco, un ragazzino ribelle. Durante i 33 capitoli, chiamati “canti”, il poeta, parlando in terzine, insegna a Vasco l’importanza della gentilezza e come rapportarsi con le persone. La nostra redazione ha intervistato lo scrittore milanese. Abbiamo iniziato chiedendogli chi potrebbe essere il corrispettivo di Dante. “La famiglia è l’appoggio principale, ma in casi dove questa non può, i ragazzi hanno l’aiuto di amici e insegnanti”, così ha risposto lo scrittore alla nostra redazione. Durante il corso della videoconferenza Garlando ci ha raccontato del suo primo approccio con Dante. Ammette che al liceo il suo è stato un incontro difficile, il vero amore è nato alla facoltà di Lettere. Lì ha approfondito la Divina Commedia e ha iniziato a collezionarla in edizioni di diverse lingue. Oggi definisce il poeta come un compagno di vita, uno di quelli che anche se non senti da un po’, rimane un grande amico. I 700 anni dalla morte del poeta sono stati una spinta in più per arrivare a scrivere il libro, una sorta di regalo nei confronti del suo “amico”. Successivamente gli abbiamo chiesto se le azioni che Dante svolge nel libro potessero essere compiute anche da altri personaggi storici. La sua risposta è stata un “no”, infatti Garlando sottolinea che per riportare ai giorni nostri una persona di un altro secolo sia importante essere credibili: “non puoi far fare tutto a tutti” è la frase che ha ribadito più volte. Soltanto Dante avrebbe potuto tifare la Fiorentina e giocare a Fortnite, il tutto con la sua tipica passione. Ed è proprio la passione l’insegnamento che Garlando definisce principale: l’importante è mettere il cuore in tutto ciò che facciamo. L’incontro ci ha fatto capire che Dante Alighieri non morirà mai finchè ci sarà qualcuno, come Garlando, a mantenerlo in vita. Adesso Dante è anche nostro amico e continueremo a “frequentarlo” attraverso i vari eventi di quest’anno organizzati per il settimo centenario dalla sua morte.

Classe 3B

Tutor: Sara Vignali

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