Vuoi un buon caffè? Salva le api

La nostra è una scuola verde. Non verde di colore: “verde” nelle azioni che facciamo per salvaguardare l’ambiente: riciclare carta e plastica, non tenere le luci accese se non ce n’è bisogno, non sprecare l’acqua. Abbiamo un piccolo orto che viene coltivato da alcune classi, olivi da cui si ricava un po’ di olio e, prossimamente, avremo anche un “hotel per gli insetti”, ora in fase di costruzione, che verrà collocato in giardino. È una struttura in legno e materiali naturali pensata per attrarre coccinelle, bombi e farfalle tutti insetti utilissimi per la natura perché molti di essi, essendo impollinatori, sono indispensabili alla fruttificazione delle piante. Ma lo sapete che se non ci fossero più le api moltissimi cibi non esisterebbero più? Le api infatti sono molto importanti e, se scomparissero, non succederebbe niente di buono; tutte le cose del mondo sono lì per un motivo; tutto fa parte di un ciclo, ogni componente della catena è importate e, se uno di essi si estinguesse, ci sarebbero catastrofi e nient’altro. Senza questi esseri di pochi grammi non avremmo più miele, ovvio, ma neppure caffè, pere e albicocche e verrebbe addirittura a mancare il foraggio per gli animali che si nutrono di erba medica o trifoglio. State tranquilli: le api non si estingueranno a breve anche se la loro esistenza è in pericolo perché sono minacciate dalla diminuzione del loro habitat, prati e campi incolti per esempio, ma anche dall’uso massiccio di pesticidi che uccidono tutti gli insetti, quelli nocivi e quelli utili. Il problema è in ogni parte del mondo e le api muoiono a milioni. Cosa possiamo fare per evitarne la moria? Un’idea è quella di allevarle anche in città (per esempio sui tetti) perché, nonostante l’inquinamento, pare che si sappiano adattare all’ambiente urbano. Noi, incuriositi, abbiamo intervistato un apicultore parente di una nostra compagna chiedendo, innanzitutto, quante api contiene un arnia. Ci ha risposto che, tra fuchi (i maschi), operaie e legina possono arrivare ad abitarci più di 90.000 individui. Poi abbiamo chiesto se preferiscano un fiore in particolare: no, non hanno preferenze ma dipende dalla stagione poiché in estate, essendoci molti fiori, possono produrre il miele “mille fiori” fatto con il nettare di tutte le infiorescenze mentre in primavera producono il miele di acacia o quello derivato dal nettare dei fiori degli alberi da frutto; d’inverno invece, quando non ci sono fiori, le api si nutrono del miele che l’apicoltore gli lascia nell’arnia e, se non è sufficiente, vengono nutrite con un composto di acqua e zucchero. Noi, non potendo mettere arnie nel giardino, abbiamo pensato all’hotel. Speriamo che sia presto tutto esaurito!

Classe 1C

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