Fare la spesa con la testa, non con i piedi

A causa della pandemia non abbiamo potuto effettuare il nostro progetto annuale “Merendamica”, in cui alunni e insegnanti erano soliti preparare una colazione salutare fatta in casa per sostituire quella confezionata, non adatta a un corretto stile di vita. Non per questo abbiamo rinunciato a trattare l’alimentazione nel rispetto dell’ambiente, cercando di ridurre la nostra impronta ecologica. Ma che cos’è l’impronta ecologica? È la quantità di terreno, energie e risorse che una persona usa per vivere, in poche parole l’impatto che abbiamo sull’ecosistema; se consumiamo più di quello che il pianeta può ricreare, entriamo in uno stato di deficit ecologico. Anche quando si va a fare la spesa possiamo ridurre il nostro impatto sull’ambiente, prestando attenzione a scegliere bene i prodotti, conservarli meglio, riusarli e riciclarli il più possibile. Per mettere in pratica quanto detto, abbiamo mandato un inviato speciale al supermercato CONAD a Siena a fare una spesa sostenibile virtuale, guidandolo in videoconferenza dalla nostra classe. Abbiamo deciso di prendere la frutta sfusa contenuta in buste biodegradabili e non quella con imballaggi in plastica o cartone. Abbiamo inoltre preferito scegliere prodotti provenienti dal nostro territorio e non da Paesi troppo lontani. Un operatore ci ha detto che il prodotto in vendita più vicino è un olio d’oliva senese, mentre quelli più lontani sono banane e ananas, provenienti dal Sud America; ormai è usuale avere in tavola questo tipo di prodotti esotici che non potrebbero essere coltivati in Italia, viste le condizioni climatiche. Abbiamo preferito prendere prodotti del territorio toscano come il latte e il riso maremmani; il nostro inviato ha inoltre trovato un banco riservato ai prodotti biologici, dove abbiamo preso la maggior parte della nostra spesa, preferendo gli alimenti coltivati senza uso di pesticidi e contenuti in imballaggi biodegradabili. Un buon consumatore deve porsi le domande “Mi serve davvero questo prodotto?” e “Riuscirò a utilizzarlo entro la data consigliata per evitare inutili sprechi di cibo?”; deve prestare attenzione alla qualità, segnalata dalla presenza del marchio biologico o di sigle di indicazione geografica protetta o tipica; inoltre dovrebbe assicurarsi che per ottenere quel prodotto siano state garantite ai lavoratori condizioni eque e solidali. Molti articoli hanno una quantità eccessiva di imballaggi secondari, che racchiudono ulteriori confezioni, spesso utilizzati per attirare l’occhio del cliente, spingendolo ad acquistare un bene di consumo piuttosto che un altro. Dovremmo solo cambiare il punto di vista, senza farci influenzare da pubblicità e trucchi di vendita, affinché tutti insieme possiamo ridurre il nostro impatto sul pianeta, svolgendo un’attività quotidiana come la spesa.

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