Allora tu chiamale, se vuoi, emozioni…

Incontriamo Filippo Gabbani, fratello di Francesco, in una splendida mattinata di sole nel cortile della nostra scuola: un ragazzo alla mano, semplice, calmo, simpatico, disponibile, e soprattutto…. innamorato della musica. Il suo entusiasmo è contagioso e apprezziamo molto il suo rispondere alle nostre domande guardandoci sempre negli occhi, mostrandoci così la sua grande sincerità e rapportandosi con noi in maniera amichevole. Che tipo di studente eri? Quale scuola superiore hai frequentato? «Ero uno studente mediamente disciplinato, ho frequentato il Liceo scientifico “Marconi” a Carrara e sebbene la matematica non fosse il mio forte, me la sono sempre cavata, non sono mai stato rimandato né bocciato. Ho bellissimi ricordi di quando andavo a scuola, sia dei compagni che degli insegnanti. Ripenso con gioia ai pomeriggi trascorsi a studiare con i miei amici o a giocare a calcetto ». Come è nata in te la passione per la musica? «La musica ha sempre fatto parte della mia vita: da piccolo andavo in soffitta a suonare la batteria, con le lego costruivo palcoscenici in cui sognavo di esibirmi e durante le gite scolastiche sceglievo come souvenir dei cd». Com’è il rapporto con tuo fratello? «Ho una bella intesa: lavoriamo insieme e siamo in sintonia. La fama e il successo di mio fratello non sono per me motivo d’invidia, ma di orgoglio e vi dico la verità: poter passeggiare per strada senza dover firmare autografi e concedersi troppo ai selfie dei fans, per me è impagabile….». Hai altri interessi oltre la musica? «Si, certo: mi piace leggere e guardare serie tv. Amo il mare: sono un “surfista della domenica”. Sono tifoso di famiglia della Juventus ma mi definisco un “tifoso sportivo” perché seguo anche le altre squadre». Cosa ti ha spinto a preferire la batteria fra tanti strumenti che sai suonare? «La batteria in una band è importante quanto le fondamenta in una casa perché è quella che imprime il ritmo e dà energia alla musica. Senza questo strumento un brano musicale crolla». Ci sono delle regole precise per comporre una canzone? Prima la musica e poi il testo? «Non esistono regole prestabilite. Solitamente mi viene naturale esprimere le mie emozioni attraverso melodie e ritmi. Partendo da un semplice motivo musicale, inserendoci alcune parole che suonano bene con l’insieme, si arriva alla stesura del testo seguendo le regole della poesia». Quale canzone, tra quelle che hai composto, ti piace di più? «Quella a cui sono più legato è “In equilibrio” perché la considero la mia prima vera “creatura”. Comporre una canzone oltre che ispirazione, richiede impegno, pazienza, dedizione…..finchè non arriva il momento magico in cui senti che tutto gira». Che emozioni hai provato la prima volta che sei salito su un palco? «Sinceramente non me lo ricordo, comunque ogni volta è un’emozione diversa. In questo periodo di forzato isolamento, quelle emozioni mi mancano tantissimo, spero di poterle provare di nuovo presto». Conoscere Filippo per noi è stata davvero una bella esperienza, che ci ha fatto capire come talento e successo si possano coniugare con semplicità e modestia: una lezione di vita che non dimenticheremo.

Classi 3A, 3B, 3C

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