Virtuale? Bello ma in presenza è meglio

Indubbiamente la didattica a distanza ha dei vantaggi: sveglia all’ultimo momento, vestiti come ci pare (addirittura potremmo rimanere in pigiama…) e, se abbiamo voglia di sconnetterci, diamo colpa alla connessione e spariamo per un po’. Ma ci sono anche numerosi lati negativi il maggiore dei quali è che non possiamo stare insieme agli altri. Però per molti ragazzi questa non è una scelta perché per loro la scuola in presenza è “complicata” ma, se loro non possono andare a scuola, la scuola va da loro. È il caso dei volontari dell’associazione Maestri di Strada di Napoli, seguono ragazzi che, per vari motivi, non frequentano. Contattati tramite Alessia Petrilli, che si occupa di comunicazione, ci hanno concesso un’intervista a distanza. Abbiamo chiesto come fosse stata gestita l’emergenza COVID in una situazione non facile; Irvin Vairetti, responsabile del polo musicale, ha lavorato coi ragazzi mettendo in musica esperienze, paure, quotidianità, noia; ne è nato un rap che abbraccia quel periodo tanto da includere addirittura una papera che una ragazza aveva visto dalla finestra. Tutto questo ha aiutato i ragazzi a pensare al “dopo” e li ha tenuti impegnati nel momento critico. Abbiamo allora voluto sapere cosa significhi “scuola” e Maria Napolitano, educatrice, ha risposto che è collaborazione, partecipazione, oltre la materia scolastica. Spesso è capire ed esprimere quello che vorremmo da noi stessi e dai nostri insegnanti, il “perché”, non il “come”. Cesare Moreno, presidente della onlus, ci ha poi svelato tre parole chiave: scuola, amicizia, solidarietà. La scuola deve permettere connessioni, crescita personale, stimolare, dare risposte e indicare la strada. Certo ci sono ragazzi che, pure se seguiti, hanno tempi e modalità di apprendimento diverse dagli altri ma ciò non vuol dire che non possano trovare un loro spazio: Luca era sempre in disparte, rifiutava le mani che gli venivano tese. Poi, invece, si è reso conto di avere accanto persone che credevano in lui e adesso ha preso fiducia in se stesso, ama scrivere ed è spesso in associazione per stare con gli altri. Da queste testimonianze, e dalla nostra esperienza, abbiamo capito che la scuola non è un diritto per tutti e che se stare lontani da essa per qualche tempo può far anche piacere, alla lunga si rivela un danno molto più grande che il relativo guadagno di dormire un po’ di più. Studiare è fondamentale per avere la possibilità di giudicare in modo autonomo, prendere decisioni da soli senza essere condizionati da altri. Dante, tramite Ulisse, dice che siamo fatti “per seguir virtute e canoscenza” e Gaber sottolinea che per alcuni la libertà è anche la forza del pensiero. Riflettiamoci.

Classe 2F

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