Uno, nessuno, centomila Dante

Dante: il padre della lingua italiana. È stato scrittore, politico, poeta… Ma perché lo leggiamo e lo ascoltiamo ancora oggi? Ha rappresentato un punto di partenza per lo sviluppo di attualizzazioni di diverso genere, tutte da scoprire, in una serie di strade che si sono sviluppate nel tempo. All’interno della sua Commedia è riuscito infatti a creare un immaginario che prende vita intorno a noi, con suggestioni uditive e visive che rappresentano una sfida per tutti. Nell’ambito dei fumetti i più famosi sono “L’Inferno di Topolino”, in cui Topolino e Pippo si avventurano nella selva oscura sotto le sembianze di Dante e Virgilio, e “La Divina Commedia a fumetti” di Marcello Toninelli, che ricrea il viaggio ultraterreno di Dante in chiave umoristica. Il Sommo Poeta ha ispirato anche produzioni globali come alcuni manga giapponesi tra cui quello di Go Nagai e perfino Walt Disney: nel film “Biancaneve e i sette nani” la parte ambientata nella foresta è ispirata al bosco dei suicidi così come immaginato nelle celebri immagini di Gustave Doré. Dante resterà per sempre l’uomo dall’abito rosso, il naso aquilino e la corona d’alloro in testa, ma non tutti sanno che uno dei più antichi ritratti del poeta è invece opera di Giotto e, più recentemente, la Kasa dei Libri di Milano ha proposto una lettura inedita della Divina Commedia rappresentata attraverso le illustrazioni di Salvador Dalì. In alternativa possiamo sempre tirare fuori di tasca la moneta da 2 euro dove è raffigurato il suo volto, assieme ad un’altra moneta commemorativa emessa nel 2015 per i 750 anni dalla sua nascita. Su Dante possiamo anche citare app come “Dante’s journey” e audiolibri come “Audible Dante”, per favorire l’ascolto della Commedia presso le persone dislessiche o i bambini che non sanno leggere. In effetti la Divina Commedia ci parla continuamente, ma bisogna trovare il modo giusto per ascoltarla e a questo scopo sono state composte numerose canzoni: in “Al ballo mascherato” Fabrizio De André descrive Dante come un uomo al potere mentre guarda invidioso Paolo e Francesca che rappresentano le persone normali e felici. Nel 1911 (lo stesso anno della primissima e più fedele trasposizione cinematografica dell’Inferno, per la Milano Films) Camillo Olivetti lanciò la M1, una macchina per scrivere accolta non molto bene visto che erano già molti gli strumenti analoghi diffusi sul mercato. Decise dunque di farsi pubblicità usando come sponsor sui manifesti l’immagine di Dante. Alla fine di questo viaggio possiamo affermare che aveva ragione Italo Calvino: Dante è un classico perché «non ha ancora smesso di dirci quel che ha da dire»!

Classe 2C

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