Moda? ‘Prezzi dell’altro mondo’

Un giorno una nostra compagna di classe stava cercando dei siti su cui comprare vestiti e le saltò all’occhio questo sito “I prezzi dell’altro mondo”. Entrò nel sito e scorrendo tra i vari articoli di abbigliamento, decise di informarsi su un cardigan rosa che le piaceva, continuò premendo su “aggiungi al carrello” e rimase sbalordita da quello che vide, il prezzo del cardigan rosa da 7,90€ era arrivato a costare 827,90€! Il giorno dopo la nostra compagna raccontò del sito alla professoressa, chiedendo di analizzarlo in classe per poter approfondire questa vicenda. “I prezzi dell’altro mondo” all’apparenza sembra un semplice sito di abbigliamento ma in realtà ti mostra quanto dovrebbe costare quel vestito, in base a produzione di rifiuti, emissione di gas serra, consumo di risorse naturali,sfruttamento dei lavoratori e violazione dei diritti umani. Ovviamente il prezzo non è preciso, ma è ricavato da dati statistici. Entrando nel sito, ci sono mostrati dei capi d’abbigliamento e se clicchi su “acquista ora” appare un video in cui ti viene spiegato che è sbagliato comprare tanti vestiti (utilizzandoli solo poche volte o mai) e che bisogna contribuire nell’aiutare le persone povere e il pianeta. Successivamente se premi su “aggiungi al carrello”(ignorando il precedente video) il sito mostra i prezzi “reali” dei capi d’abbigliamento mostrati. Questi prezzi sono calcolati aggiungendo al costo del prodotto le voci elencate prima (inquinamento, sfruttamento, consumo idrico,) e il costo sale esponenzialmente. Scorrendo verso il basso ci sono dei video su moda e sovrapproduzione di vestiti, emissione di gas serra, produzione di rifiuti, inquinamento idrico e sfruttamento dei lavoratori. Lo scopo di questo sito è di sensibilizzare su quanto la Fast Fashion possa incidere sulla salute mondiale, umana e ambientale. Con il termine Fast Fashion si fa riferimento a capi di abbigliamento, di bassa qualità, che passano dalle passerelle alla produzione in modo rapido ed economico, una strategia utilizzata dalle grandi catene di distribuzione della moda low cost. La moda fast fashion non presta molta attenzione ad un utilizzo longevo dei vestiti e al suo impatto nell’ambiente. Il sito è stato lanciato il 16 novembre 2019 in vista del Black Friday e del Natale, la data non è stata scelta a caso. Il creatore del sito è Mani Tese, un’organizzazione non governativa fondata nel 1964 che opera principalmente in Asia, Africa e America latina. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto Cambia Moda realizzato grazie al contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Classe 3B

PER APRIRE LA PAGINA CLICCA QUI