Il Dante-pensiero: così vero, così attuale

Quest’anno abbiamo studiato Dante Alighieri, proprio nel 700° dalla scomparsa e ci ha molto colpito l’attualità del suo pensiero politico. Ai tempi di Dante c’erano molte crisi: politica, tra guelfi e ghibellini, guelfi bianchi e guelfi neri, tra i vari comuni, tra l’impero e i comuni; sanitaria con la peste; religiosa, con la corruzione della chiesa; culturale, con l’affermarsi della logica del guadagno a discapito dei valori e dei principi. Queste crisi erano presenti anche al tempo dell’impero romano, tanto da segnarne l’inizio della discesa e la sua stessa fine, e sono presenti anche oggi aggravate dalla pandemia del Covid-19 che sta affliggendo tutto il mondo da ormai un anno. Pensando proprio al momento che l’umanità sta vivendo, la visione politica di Dante ci ha indicato la strada per guardare avanti con fiducia. Il grande poeta, infatti, ci ha lasciato degli insegnamenti fondamentali per l’idea di una società civile. Il primo, il libero arbitrio che costituisce per il poeta fiorentino uno dei fondamenti della concezione della vita. Da questo ne consegue il secondo, la responsabilità dell’individuo per le proprie azioni. Se il mondo va male la colpa è degli esseri umani e dei loro comportamenti sbagliati. La dignità dell’uomo, oggi minata dalla mancanza di lavoro, pur essendo questo un diritto per ogni cittadino previsto dal primo articolo della Costituzione italiana. Infine «ciascun uomo è naturalmente amico», la pacifica convivenza fra gli esseri umani come essenziale per la vita in comune. Questi quattro principi sono le fondamenta per l’idea di felicità, che Dante pone come fine della vita terrena dell’uomo. Riflettendo sul pensiero politico del grande poeta, è evidente un forte contrasto con la realtà odierna, caratterizzata da un degrado dei valori, basti pensare all’alto tasso di corruzione e di criminalità che è presente in Italia, e quell’idea di felicità così lontana dal genere umano preso da futili motivazioni. Come abbiamo detto all’inizio le crisi, di ogni genere, sono ricorrenti. Infatti la recente crisi di governo ci porta a riflettere su un altro ideale di Dante, ovvero la nobiltà d’animo che deve guidare l’agire dei governanti invece oggi sembrano prevalere gli interessi di parte e personali. Il pensiero di Dante è stato il cardine della riscossa durante il Risorgimento, tanto che quando nel 1865, con la Capitale a Firenze, si celebravano i 600 anni della sua nascita, da padre della lingua diventa padre della Patria e di tutti gli italiani. Il nostro auspicio è che, così come ieri, durante il Risorgimento, il pensiero di Dante è stato il punto di riferimento del riscatto nazionale, così oggi possa aiutare il genere umano a superare le difficoltà del momento, per un mondo migliore e pacifico dove «ogni uomo è naturalmente amico… ».

Classe 2D

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