Dante, un’intervista lunga 700 anni

Chissà se nel cammin di sua vita Dante avrebbe immaginato che il settecentesimo anniversario della sua morte sarebbe coinciso con una pandemia dai tratti molto simili alla peste che ha afflitto i suoi concittadini. Glielo chiederemo oggi. Approfittando della rotonda ricorrenza, il Sommo Poeta ha scelto di interrompere il secolare silenzio e rispondere alle nostre domande. Buongiorno, Signor Dante. Ha cambiato opinione rispetto a quello che aveva scritto nella Divina Commedia? Oppure siamo ancora “gente vana, frivola e sciocca”? «Suvvia, quanto sarete grulli voi senesi! La mia era solo una polemica, quasi da pettegolezzo contro la vana megalomania di alcuni vostri concittadini. Nulla di personale». Nel mondo è diffuso un virus che mangia i polmoni da dentro e chi soffre di gravi patologie può rischiare di morire. A proposito di ciò, lei termina ogni cantica della Divina Commedia con la frase ”e quindi uscimmo a riveder le stelle”. Secondo lei è possibile anche per noi nutrire la stessa speranza nei confronti del coronavirus? «Figliuoli miei, se si è superata la peste, con la scienza e la conoscenza di cui disponete oggi, supererete anche questa. Il coronavirus l’è come il mio Inferno. Ma alla fine, dopo tanto ‘tribolare’, anche voi uscirete a riveder le stelle». Cosa vorrebbe dire ai negazionisti? «Direi di tacere e indossare la mascherina che all’Inferno non ci si vive tanto meglio». Da padre della lingua italiana, non la offende sapere che al posto di confinamento o lavoro da casa utilizziamo lockdown e smart working? «Mi bell’e giro nella tomba ogni volta che utilizzate quei termini! Icchè significherà mai lockdownne… » Un’ultima curiosità signor Dante. Saprà che la nostra città è divisa in 17 contrade e che ogni anno si svolge una corsa di cavalli chiamata Palio. Qual è fra tutte la sua contrada preferita? «Oh, si che conosco. Dopo il calcio fiorentino, l’è la mia preferita. Beh non posso dire di certo di patteggiare per la Lupa.. Tremo ancor oggi per quell’animale famelico che incontrai all’inizio del mio viaggio… la Vipera mi piaceva. Chi ha vinto l’anno scorso?» Vede signor Dante, la contrada della Vipera è ormai estinta da tempo e l’anno scorso il Palio non s’è corso per via del Coronavirus. Se incontra Beatrice in paradiso glielo dice di fare una preghierina per noi? «Per l’appunto ho da vederla tra poco quella santa donna. E’ stato un piacere fare du’ chiacchere con voi. Vi saluto con l’augurio che possiate tornare presto a correre il Palio!»

Classe 2C

Tutor: Giada Marchese

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