Uso dei social, rischi e opportunità

Oggi tutti sappiamo cosa sono i social e se ne parla sempre più spesso: c’è chi dice che siano utili e chi dice che facciano solo del male. Ma chi ha veramente ragione? E soprattutto, dovrebbero i ragazzi avere libero accesso a questi strumenti? Prima di tutto: quanti sono gli adolescenti sui social? Una ricerca di Net Children Mobile svela che circa il 96% dei ragazzi tra i 13 e i 14 anni ha un profilo sui social, mentre tra quindicenni e sedicenni la percentuale è del 93%. Inoltre, secondo un’indagine sul rapporto tra adolescenti e social svolto dal Laboratorio Adolescenza e l’istituto di ricerca Iard (due centri di studio sui più giovani), circa il 54% dei ragazzi intervistati ha iniziato a fare uso dei social tra gli 11 e i 12 anni, mentre il 12% anche prima dei 10 anni. Quali sono i lati negativi dei social? Secondo uno studio condotto dai ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora (Usa), passare troppo tempo sui social può causare agli adolescenti disturbi psicologici internalizzanti ed esternalizzanti. Nel primo caso si parla di disturbi d’ansia, depressione, tendenza al ritiro sociale e problemi psicofisici, mentre nel secondo caso sono presenti atteggiamenti aggressivi e violenti, una tendenza a voler essere «ribelli» (a volte andando addirittura contro la legge) e una mentalità che porta a credere i propri bisogni più importanti di quelli altrui. Inoltre, l’istituto dello studio delle psicoterapie aggiunge che i social possono anche influire negativamente sulla formazione dell’identità e sull’autostima degli adolescenti, oltre a rischiare di portarli a problemi come insonnia, dipendenza da internet, disturbi alimentari e dell’umore. Ma ci sono anche lati positivi: il sito di internetmetters.org per esempio spiega come i social possano aiutare a sviluppare l’alfabetizzazione digitale e capacità tecniche (abilità molto utili nel mondo del lavoro di oggi), rafforzare le relazioni (rendono possibile comunicare con amici e familiari distanti centinaia di chilometri), cercare supporto (sui social si possono mostrare i propri talenti e condividere i propri risultati, e nonostante ci possano essere i così detti «haters » e cyberbulli, è facile trovare anche persone che ti apprezzino e supportino), sentirsi capiti (sui social si possono trovare altre persone con gli stessi nostri interessi e certe volte non serve nemmeno dover parlare con queste persone, ci basta vedere un video o un post per sentirci capiti) e, riuscendo a distinguere le fake news dalle notizie vere, possono anche essere utilizzati a scopo informativo. Francesca Falco

Classi 1B, 3D

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