Bullismo: conoscerlo per difendersi

Alla nostra età vorremmo una vita spensierata, serena, con tanti amici e piena di obiettivi da realizzare. Purtroppo per alcuni non è così per colpa del bullismo. Quando sono vittime di bullismo i ragazzi non trovano più nessuna gioia nel mondo esterno e si rifugiano in loro stessi, sentendosi in un labirinto di angoscia senza uscita, spesso incapaci di chiedere aiuto a persone fidate. Il bullismo è un atto di prevaricazione compiuto da una o più persone ai danni di una vittima, presa di mira principalmente per il suo carattere o per l’aspetto fisico o perché individuato come «diverso» rispetto al gruppo. Il cyberbullismo è una vera e propria persecuzione attraverso i social media ed è ancora più insidiosa perché la vittima può essere raggiunta ovunque e in ogni momento della giornata e il bullo può restare anonimo. Per capire meglio questo fenomeno abbiamo realizzato un’intervista online a ragazzi della nostra età, per conoscere l’incidenza nella vita di ognuno, i sentimenti provati dalle vittime e la loro reazione. Siccome può anche accadere di assistere ad atti di bullismo, abbiamo chiesto se sia mai capitato agli intervistati e che comportamento abbiano adottato. I risultati di questa intervista, a cui hanno risposto 77 ragazzi, ci dicono che il 31% è stato vittima di bullismo; la persona presa di mira si è sentita sola, sbagliata, esclusa, debole, inutile, inferiore, delusa, ferita, arrabbiata, triste, perdente, frustrata, indifesa, demoralizzata, sottomessa, oppressa, esasperata, sgradevole, minuscola, odiata, imbarazzata, stressata, impotente, impaurita, umiliata. Il 33% ha affrontato da solo o con amici il bullo, il 30% ne ha parlato con parenti e insegnanti e nel 19% dei casi la situazione si è risolta da sola. Il restante 18% ha risolto in altro modo. Ben il 52% degli intervistati ha assistito a fenomeni di bullismo ma solo il 4% non ha fatto nulla mentre il 69% è intervenuto in difesa della vittima. Il 27% ha adottato altri comportamenti. Abbiamo riflettuto sul fatto che anche il bullo ha bisogno di aiuto perché, per arrivare a comportarsi così, deve vivere un forte disagio. «Non voglio dividere il mondo in buoni e cattivi perché per me non esistono persone cattive ma solo persone «infelici » che avrebbero bisogno di qualcuno che le aiuti a superare una spirale di violenza ingiustificata ». Visto che la scuola è uno degli ambienti dove più frequentemente si verifica il bullismo, la nostra proposta è di inserire negli istituti scolastici una figura professionale di riferimento, come lo psicologo, per offrire un supporto ai ragazzi in difficoltà.

Classe 2E

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