Smartphone: croce e delizia di questi tempi

Lo smartphone è il simbolo della nostra epoca e, da quando è entrato in commercio nel 2007, nessuno può farne a meno: la nostra generazione “è nata con il telefono in mano”. Grande, piccolo, con fotocamere, resistente all’acqua, durante gli anni ne sono stati inventati di tutti i tipi e per tutte le necessità, tant’è che da semplice strumento per telefonare, è diventato il compagno di vita dei giovani. Lo smartphone è una finestra che spalanca il mondo davanti a noi e soddisfa ogni nostra necessità: lavoriamo, giochiamo, parliamo con gli amici, grazie ad esso il tempo vola, spesso però non siamo più connessi con la realtà. Ed è qui che si annida il problema di fondo: il cellulare sta causando dipendenza tra adolescenti, preadolescenti e anche tra gli adulti, che basano su quel marchingegno tecnologico la propria vita, vittime della ragnatela social che ha invasola nostra vita. Dalla tenera età di 4-5 anni e in svariate occasioni, ci hanno messo in mano un telefono durante un viaggio in auto, per “tenerci buoni” quando facevamo i capricci o ci annoiavamo; così ci siamo abituati ad avere sempre tra le mani un oggetto che ci intratteneva e nello stesso tempo ci “isolava”. Oggi moltissimi ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, non riescono a staccarsi dallo schermo per più di un quarto d’ora, chattano in continuazione su wathsapp e trascorrono i loro momenti di pausa sulle migliaia di applicazioni disponibili: il 7% controlla lo smartphone fino a 110 volte al giorno. Il fatto è grave perché i rapporti virtuali stanno sostituendo l’interazione dal vivo: i giovanissimi ormai abituati a conoscere tante persone on line, spesso faticano a stabilire profonde relazioni tra loro. Ma parliamo dei lati positivi del nostro telefonino: agevola il contatto con i parenti, anche quelli più lontani, ci permette di mantenere vecchie amicizie, di essere costantemente e in tempo reale informati sulle news mondiali. Per non parlare del ruolo fondamentale che ha giocato in pandemia! I cellulari di nuova generazione sono uno strumento importante, ma, come spesso accade, abbiamo esagerato e siamo diventati dipendenti dal mezzo: sentiamo la necessità di essere sempre connessi, pretendiamo risposte immediate, non sappiamo più aspettare. Per noi la vita senza smartphone è inconcepibile e possederlo significa sentirsi parte di una comunità. A volte però, quando siamo in gruppo, avvertiamo la sensazione che ognuno sia circondato da una sorta di bolla: l’occhio è sempre su whatsapp, ci distraiamo per una notifica, commentiamo i post di persone che neanche conosciamo e non riusciamo più a raccontarci le nostre emozioni, abituati ormai ad esprimerci solo con emoji , emoticons e meme sempre nuovi, originali e divertenti.

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