Scriviamo insieme presente e futuro

All’inizio del 2020 il Covid per noi era una cosa lontana. I primi di febbraio, però, sono arrivati i primi casi. Presto la situazione è degenerata fino a che, il 5 marzo, è stata annunciata la chiusura di tutte le attività, fra cui la scuola. All’inizio pensavamo che fosse una pausa di 10 giorni (eravamo quasi contenti), ma quella settimana e mezzo non è ancora finita. Il 4 maggio siamo tornati a vedere le persone care e a una quotidianità mai stata così diversa. Durante l’estate i contagi sono scesi e abbiamo trascorso due mesi intensi, perché anche nel piccolo siamo riusciti a divertirci. In autunno i risultati di comportamenti a volte poco responsabili si sono presentati, ma nonostante ciò siamo tornati a scuola, desiderosi di rivederci. Lentamente la situazione si è deteriorata fino a che, il 13 novembre, si è ripresentata la quarantena. Dopo meno di un mese siamo rientrati in classe e speriamo di poter continuare. Prima del Covid eravamo diversi da ora, sotto certi aspetti migliori, sotto altri peggiori, ma in ogni caso non cambieremmo niente: per noi, alcuni errori insegnano. Stando a casa abbiamo capito che la battaglia da combattere non era solo contro il virus: dovevamo imparare ad abbracciare la solitudine senza averne paura e senza rimpiazzarla con un telefonino o un computer. Abbiamo scoperto che possiamo sostenerci anche da lontano e che non bisogna mai mollare. Ci siamo resi conto di quanto fossero importanti gli abbracci: quelli veri, sinceri, che ti fanno subito sentire a casa. Ci mancano tanti piccoli gesti e la normalità: i concerti, le strade affollate, le file ai negozi, le nottate passate svegli a divertirci, e moltissimo altro. Vorremmo tanto tornare ad abbracciarci, a non portare la mascherina. Pensare a tutte quelle persone che non ne sono uscite vive, poi, ci rattrista molto. Quest’epidemia ha provato a dividerci dagli amici, ma noi siamo rimasti uniti e stiamo andando avantia testa alta e con il cuore più grande. Questo periodo, un giorno, sarà un ricordo: un ricordo di cui va fatta memoria per trarne il giusto insegnamento. Possiamo cambiare le cose non con gesti enormi ma con quelli piccoli, perché basta poco per fare la differenza, per far sentire agli altri che ci tieni! Stiamo imparando a capire l’interconnessione tra la crisi dell’umanità equella dell’ambiente e che, se uniamo le nostre forze, non è ancora troppo tardi: solo “insieme” potremo scrivere un futuro migliore. Speriamo che un giorno avremo la gioia di vedere di nuovo i volti delle persone, le loro risate, le loro espressioni. Potremo raccontare ai nostri figli quello che abbiamo provato, per fare in modo che capiscano che tragedia è stata. Ringraziamo tutti quelli che ci hanno accompagnato fino ad oggi e ci hanno aiutato ad aprirci di più agli altri, ad essere più consapevoli di noi e a sconfiggere la nostra timidezza. Ora che siamo di nuovo a scuola siamo cresciuti, siamo diventati più gentili e sentiamo che dentro di noi ci sono felicità, amore, tutto.

Classe 2C

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