Mille varianti del bullo, e il vaccino?

Non sappiamo come chiamarti, forse sei una dolce canaglia che cercando di far innamorare di sé esercita sugli altri un dominio errato, fuori legge? O sei quel ragazzetto in fondo buono ma esibizionista non in grado di gestire le relazioni? Sono stati scritti fiumi di inchiostro su di te per te e contro di te, ora noi ragazzi vorremmo farlo in prima persona e ci siamo impegnati… penna e calamaio… per capire meglio la questione. Abbiamo chiesto a due generazioni prima di noi, genitori e nonni. Dicono che sì, ti hanno conosciuto. Sei stato davvero duro con loro. Alcuni venivano chiusi negli armadietti, alcuni appesi per la giacca all’attaccapanni del corridoio, altri sbeffeggiati perché bassi, altri ancora perché cicciottelli. Ci hanno detto che hai preso in giro costantemente una fanciulla solo perché a scuola mangiava un frutto piuttosto che un altro a merenda. Una nonna dolcissima ci ha detto che ti sei preso gioco di lei a causa dei brufoletti che le coloravano il viso. Chiedendo e riflettendo, abbiamo concluso che allora eri meno forte, meno potente. Perché? Perché non era ancora nato il tuo compagno fedele, muscoloso e forte, alto e potente dalla voce capace di risuonare oltre muri e pareti dentro le case di tutti violando i confini di ognuno. Lui, l’online, loro, i social media, quello schermo apparentemente buono dove vivi senza regole senza limiti, quello schermo che ha trasformato ogni vita in uno show. Una tua offesa diventa virale con un click, le tue parole passano al megafono e tutti le sanno in poco tempo. Chi entra nel tuo mirino diventa zimbello non tuo ma dei tuoi e dei suoi amici della scuola, di un paese di una città e oltre. E allora forse, caro bullo, prima “boel”, dovremmo non occuparci più di te, ma rendere forti le nostre anime per rialzarci sempre anche quando credi di averci messo a terra. Ecco il vaccino, l’unico che possa funzionare contro questa variante di bullismo, variante di te bullo, cyberbullo. Tu non pensi mai a quanto fai male alla tua vittima e ti diverti a vederla soffrire. Chi subisce si ritrova come in una stanza buia senza porte né finestre e non riesce a esternare le sue emozioni. Molti smettono di andare a scuola, pur di non affrontare il loro inferno. Per tutto ciò un cambio di stile con minor pressione e maggior conoscenza di emozioni potrebbe giovare rendendo più forti tutti. Ogni tanto ci chiediamo: “Ma perché si comporta così nei miei confronti? Risposta: Sarà l’adolescenza! Ma l’adolescenza non potrà farti sempre da “avvocato”, perché quando crescerai sarà solo colpa tua!

Classe 1D

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