Italiani e auto: amore a prima pista!

Si sa: gli italiani sono molto affezionati alla loro auto… e talvolta finanche un po’ troppo! Secondo un sondaggio, il 20% degli italiani non farebbe mai guidare la propria auto al proprio partner; un dato che indubbiamente strappa un sorriso e che rivela un attaccamento forse eccessivamente morboso per la nostra auto. Se per qualcuno si tratta infatti solo di un involucro di metallo utile per spostarsi dal «punto A» al «punto B», per qualcun altro l’auto rappresenta davvero molto di più: uno status symbol o un modo per mostrare agli altri la propria identità. Anche rispetto a molti paesi europei i dati parlano chiaro; per noi italiani sembra che sia davvero difficile scollarsi dal sedile. Dalla spesa grossa alla scuola, dal lavoro allo studio, l’uomo italico predilige la macchina e lo scooter per tutti i suoi spostamenti quotidiani. Eppure, secondo l’osservatorio della mobilità sostenibile, il 73% della popolazione sarebbe disposta a ridurne l’utilizzo in favore dei mezzi di trasporto pubblici se questi diventassero però più convenienti in termini di tempo e denaro. Soluzioni G come «Green» e come «Giovani» L’Agenda 2030 ci illumina il cammino Aldilà delle buone intenzioni, come fare però a cambiare delle abitudini così ben radicate e sviluppare una vera cultura della mobilità sostenibile? Il problema è urgente e non a caso la creazione di città e comunità sostenibili è proprio uno dei 17 goal dell’Agenda 2030 che punta i riflettori proprio sul grande riverbero che i gesti di ognuno di noi possono produrre nella società. Informare, accrescere la consapevolezza e fare rete sembrano essere le chiavi di volta. Rendere nota a tutta la comunità della nostra forte impronta ecologica divulgando dati sulla qualità dell’aria e di particolato in essa contenuto, è sicuramente la prima scintilla necessaria per accendere quantomeno la volontà di un cambiamento. Già, ma come fare? Il talento dei giovani fa da apripista: cinque ingegneri del Politecnico di Milano hanno escogitato un innovativo vaso hi- tech (Arianna) da mettere sul balcone di casa per misurare i livelli di inquinamento dell’aria. Ogni sostenitore del progetto può contribuire a mappare lo smog in diversi punti della città consultando l’applicazione dedicata. Questa nuova consapevolezza può essere promossa dalle amministrazioni pubbliche facendo rete con gruppi locali e reti di cittadini attenti alla salute ambientale del luogo in cui vivono. Offrire convenzioni per le scuole o sistemi di condivisione dei mezzi di trasporto per uffici e imprese potrebbe essere poi una carta vincente, in aggiunta ad una implementazione del servizio di trasporto creando sistemi di bike sharing vicino alle fermate del bus raggiungendo così anche i luoghi più periferici. Non meno attenzione richiede il tempo libero: perché non lanciare social media contest per invogliare giovani, adulti e famiglie a visitare la propria città con sistemi più green favorendo così anche la promozione del territorio? I giovani sono secondo noi coloro che possono dare la decisiva spinta verso il cambiamento.

Classe 2B

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