Disturbi alimentari e i “social”

I disturbi alimentari come anoressia e bulimia, sono vere e proprie patologie che consistono in un’alterazione delle abitudini alimentari, a causa di un disagio o malessere psicologico. L’anoressia si caratterizza per l’eccessiva preoccupazione verso il peso corporeo, che porta a un dimagrimento eccessivo. La bulimia, invece, è caratterizzata dalla eccessiva assunzione di cibo, che poi viene espulso per il senso di colpa. Le persone più colpite da questi disturbi sono donne nell’età adolescenziale, infatti durante questi anni la relazione con il proprio corpo è delicata. La vergogna per il proprio corpo e l’impossibilità di diventare come si vuole creano gravi effetti su umore, ansia e autostima. I disordini alimentari sono una vera e propria emergenza per gli effetti devastanti che hanno sulle persone e possono, nei casi gravi, portare alla morte. Queste malattie sono determinate da condizioni di disagio psicologico ed emotivo, che quindi richiedono un trattamento del problema alimentare e della natura psichica. Chi ne è colpito sente che il cibo è sporco, prova vergogna e senso di colpa. Per gli adolescenti la percezione del proprio corpo è molto influenzata dall’opinione degli altri. I social network poi danno loro il modo di confrontare la propria immagine con quella altrui e ciò può rivelarsi in alcuni casi particolarmente rischioso, perché la magrezza estrema viene intesa come sinonimo di bellezza, anche se poi le foto che troviamo in rete sono spesso photoshoppate, ma molti adolescenti per essere magri, come i loro idoli, cominciano a soffrire di anoressia. I ragazzi si confrontano e si sentono poi inadeguati, attribuiscono all’aspetto fisico troppa importanza, che è frutto della sbagliata convinzione che per essere accettati bisogna sembrare perfetti. Come si può evitare questo? I social si stanno muovendo azzerando le immagini che possono violare la sensibilità dei ragazzi, promuovendo anche immagini meno «perfette», ma secondo noi è necessario un cambio di rotta dell’intera società, che dovrebbe fornire ai giovani valori diversi. Noi pensiamo che l’aspetto fisico non sia tutto e che non dovremmo farci condizionare dai social e dalle pubblicità perché non mostrano la realtà, ma piuttosto i giovani dovrebbero essere aiutati a cercare modelli più autentici e a rafforzare la propria autostima, basandola su valori più importanti e duraturi. Vogliamo concludere con le parole della scrittrice Isabel Allende: «Allora smisi di scrutarmi nello specchio per paragonarmi con le donne perfette del cinema e delle riviste e decisi che ero bella per il semplice motivo che avevo voglia di esserlo. Su questo, non ci pensai due volte».

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