Ma l’aria nella nostra zona è di qualità?

Quello dell’inquinamento dell’aria è un tema molto importante e lo abbiamo approfondito intervistando, in modalità in remoto, Bianca Patrizia Andreini, responsabile regionale tutela qualità dell’aria. Dottoressa, quali sono le principali sostanze che inquinano l’aria? «L’atmosfera è una miscela di sostanze quali azoto, ossigeno, vapore acqueo, biossido di carbonio e altri gas. La presenza di noi esseri umani e le attività che svolgiamo producono anch’esse una miriade di particelle che fanno “ammalare” l’aria. I tre principali inquinanti, vale a dire le sostanze presenti nell’aria in concentrazioni tali da produrre un effetto nocivo per la salute e l’ambiente, sono l’ozono, il biossido di azoto, ma anche particelle piccole piccole dette particolato. Pertanto l’indice di qualità dell’aria che viene utilizzato è una misura dello stato complessivo dell’inquinamento atmosferico, calcolato sulla base delle concentrazioni di tre dei principali inquinanti». Come si fa a definire se l’aria è buona? «Per valutare lo stato della qualità dell’aria è necessario misurare la concentrazione delle sostanze presenti nell’aria di una data località e valutare come tali concentrazioni variano nel tempo in funzione delle diverse condizioni climatiche. Gli inquinanti si distribuiscono in funzione del meteo, quindi se piove tanto sono portati al suolo, se c’è vento sono spazzati via. Per studiare la qualità dell’aria occorre effettuare un monitoraggio nel tempo (anni) e nello spazio di tali sostanze. Poiché alcune sostanze possono avere effetti nocivi sulla salute umana, la normativa europea, di cui quella italiana è una trascrizione, fissa dei valori limite della loro concentrazione». Come si rileva la qualità dell’aria? «Gli strumenti di misura della qualità dell’aria sono installati in apposite cabine di monitoraggio dette centraline che sono dislocate sul territorio regionale in più punti prescelti che effettuano il monitoraggio per anni valutando gli inquinanti atmosferici a cui è esposta la popolazione. Il monitoraggio effettuato dalle centraline fisse può essere integrato utilizzando laboratori mobili al fine di aumentare il monitoraggio territoriale o per valutare situazioni specifiche a livello locale. Le stazioni fisse di rilevazione in Toscana sono 37, quasi tutte nelle zone più popolate o dove ci sono le maggiori fonti di inquinamento, poi ci sono due stazioni rurali. Lo strumento che utilizzo ad esempio a Santa Croce, stazione di riferimento per l’Empolese e non solo, è analogo a tutte le stazioni di monitoraggio in Europa e questo consente di fare confronti su vasta scala». Negli anni è stato rilevato un miglioramento o un peggioramento della qualità dell’aria? «In Toscana l’analisi dei dati, indica una situazione favorevole. Il monitoraggio conferma il trend positivo degli ultimi anni. Nel caso della stazione di Santa Croce, i valori limite di riferimento, stabiliti dalla normativa, non sono mai stati superati e negli anni c’è stata una ulteriore diminuzione rispetto al limite previsto ».

Classe 2I

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