Ora gli animali ci chiedono aiuto

I nostri comportamenti quotidiani, anche se non ci pensiamo, non solo possono avere conseguenze disastrose per la sostenibilità ambientale e l’inquinamento, ma possono causare gravi danni anche al mondo animale e alla biodiversità. Su circa due milioni di specie esistenti al mondo, più di trentamila sono a rischio estinzione, e questo spesso per il comportamento scriteriato dell’uomo! Se osserviamo la situazione nazionale, delle 570 specie protette dalla direttiva Habitat, approvata dalla Commissione Europea nel 1992 con lo scopo di promuovere il mantenimento della biodiversità mediante la conservazione degli habitat, circa la metà si trova in uno stato inadeguato. Tra i vari gruppi di animali in Italia, quelli che vivono le peggiori condizioni sono i pesci, con oltre l’80% delle specie che si trovano in situazioni non favorevoli. Tra le specie più a rischio presenti sulle nostre tavole ci sono le anguille, le razze, i pesci spada e i merluzzi. Come possiamo invertire la rotta? I modi sono tanti. Il WWF ad esempio, insieme al Parco Nazionale d’Abruzzo, ha lanciato ormai da molti anni l’Operazione «San Francesco», per salvare il lupo da un’estinzione certa. Grazie ad essa questa specie è tornata a ripopolare i nostri boschi, anche in Toscana. Purtroppo l’uomo condiziona negativamente la vita degli animali anche in altri settori, in particolare quello industriale e alimentare. Secondo l’Istat i polli risultano gli animali più macellati in Italia nel 2019: per sostenere un’adeguata produzione si ricorre spesso al loro sfruttamento. Il ritmo di crescita viene quadruplicato artificialmente e le condizioni di questi animali peggiorano sensibilmente. Un destino molto simile a quello dei maiali: la grande richiesta di carne suina fa sì che le loro condizioni di vita siano spesso molto difficili, tra spazi angusti e abuso di antibiotici. E le api? Questi insetti utilissimi per l’impollinazione subiscono un grande sfruttamento non solo per via del miele, ma anche di altri prodotti come la pappa reale o il polline, e stanno scomparendo a causa di pesticidi agricoli, parassiti e dei cambiamenti climatici. Anche in questo caso esistono associazioni che operano per la loro salvaguardia, sostengono gli apicoltori locali, tutelano le biodiversità e promuovono un alimentazione genuina. Greenpeace ad esempio ha lanciato la campagna «Salviamo le api!» per dare un aiuto concreto affinché le sostanze chimiche più pericolose vengano messe fuori dal commercio europeo.

Classe 2B

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