Caro virus, ti scrivo. E ti avviso…

Tutto è cominciato il 5 marzo, con la chiusura delle scuole. I primi giorni siamo stati disorientati, spaventati, incerti: come avremo potuto proseguire il nostro percorso scolastico? Abbiamo iniziato la cosiddetta DaD, la didattica a distanza, non senza difficoltà. Tra le prime attività svolte, abbiamo scritto una lettera a lui, al virus. Proprio così … Caro virus, ti scrivo. Eccone alcuni stralci. «Caro virus, facile per quelli come te attirare l’attenzione. Basta diffondersi un po’ e il gioco è fatto. Anche tu hai un’intelligenza, ti evolvi proprio come ogni essere vivente però ti consigliamo di usarla un po’ meglio, perché vedrai tra poco ti sconfiggeremo. Forse hai fatto bene ad arrivare proprio in questo momento, per far capire alle persone i propri errori, servivi tu a farci rallentare, fermare e pensare a ciò che è veramente importante. E’ vero, forse l’uomo stava distruggendo il mondo, la natura, gli ecosistemi, però tu sei proprio cattivo. Perché sacrificare tante vite per placare i superpoteri umani? Nonostante ciò, crediamo che tu ci abbia dato una lezione: ci hai aiutato a fare chiarezza nella nostra vita, costringendoci a staccare la spina, a dimenticare tutto e ricominciare. Abbiamo capito per esempio che forse ad alcuni ragazzi piacerebbe da grandi dare la caccia a quelli come te, anche se per farlo ci toccherà studiare parecchio. Dopo di te, la nostra vita cambierà. Quando torneremo alla normalità staremo più attenti alle piccole cose: al saluto, a un abbraccio o ad una semplice carezza. Stando tanto da soli, però, abbiamo anche riflettuto molto su quali sono i veri problemi, le vere mancanze e soprattutto sul fatto che ognuno dovrebbe tenersi stretto quello che ha senza pensare a quello che vorrebbe avere. Sei bastato tu per stravolgere tutto, è bastata una piccola particella di materia, invisibile ad occhio nudo, per straziare famiglie, popoli, persone. Come una molecola così piccola può creare così tanti disastri e così tanto dolore? Non sappiamo ancor bene come tu sia nato, se sei stato creato da qualcuno o se era semplicemente destino, però ci hai stravolto la vita. Riflettendo, abbiamo pensato a quanto l’uomo sia inutile davanti alla forza della natura: non vale proprio nulla. Che senso ha andare su Marte se non si è capaci di combattere una molecola? L’uomo pensa di essere il più forte, il più importante, il migliore, ma in realtà di fronte alle vere difficoltà vale zero. A cosa servono i superpoteri se poi non si è capaci di usarli? Forse servivi tu per far capire all’uomo che è solo un minuscolo puntino dell’universo e non il centro. Sinceramente speriamo tu sparisca presto, non abbiamo più voglia di averti tra i piedi, anzi probabilmente da grandi ci occuperemo proprio di trovare dei vaccini per quelli come te; vedrai, con noi non la passerai liscia!»

Classe 3A

Tutor: Claudia Biagioli

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