Viaggio al centro della Storia

Prima che il Covid-19 ci portasse via la nostra noiosa ma tanto cara quotidianità, prima che ci chiudesse in una bolla dove tempo e spazio non erano più gli stessi, prima che la Didattica a Distanza occupasse le nostre mattinate, noi alunni delle classi seconde della Scuola Secondaria di Primo Grado di Terricciola, accompagnati e supportati dai prof., abbiamo provato a rispondere ad alcune curiosità sul passato ormai remoto della nostra comunità, visitando il reperto archeologico esposto in una sala del Municipio ed oggi conservato al Museo Archeologico di Villa Baciocchi, a Capannoli. Il territorio di Terricciola ha restituito infatti molte evidenze archeologiche già a partire dalla metà del ’700, quando l’allora parroco del paese rinvenne il frammento di un sarcofago risalente al III sec. a.C., raffigurante la scena mitica di Atteone sbranato dai cani. Pochi anni fa, nel 2014, in località Casanova è stato ritrovato il frammento di un coperchio di un’urna cineraria di epoca ellenistica (IV sec. a.C.). Solo recentemente, nel settembre del 2019 è stato rinvenuto un secondo frammento, che ci ha restituito il coperchio quasi per intero. Esso rappresenta il ritratto della defunta, una nobildonna etrusca stesa su un triclinio. Appoggia il braccio sinistro su due cuscini e regge nella stessa mano il lembo di un mantello che le copre le gambe. Indossa una veste leggera, drappeggiata e fermata in vita da una cintura; al collo porta una collana a tortiglione, mentre i capelli sono acconciati con un nastro. Terricciola si è talmente affezionata a questa concittadina di 2300 anni fa che le ha dato anche un nome: Gina. E Gina è la prova che Terricciola e l’Alta Valdera avevano un ruolo molto importante in epoca etrusca. Come infatti ci ha spiegato il Prof. Citi, il nostro paese si sviluppa su uno sperone di sabbione che lo protegge da sud e permette, oggi come allora, ai suoi abitanti di osservare tutto il territorio compreso tra Volterra e Pisa. Le ricerche sul campo fanno ipotizzare che il centro del paese si sia sviluppato in località Il Monte, il punto più alto, mentre il luogo nel quale oggi si concentrano le abitazioni era la zona di necropoli, cioè la città dei morti, in genere separata da quella dei vivi da una vallata o da un fiume. Infatti sui versanti della collina di Terricciola sono stati individuati alcuni ipogei che potrebbero essere state antiche tombe etrusche. In conclusione gli archeologi ipotizzano che in epoca etrusca il nostro paese sia stato un centro abitato importante, nel quale vivevano anche persone ricche, non solo contadini. Conoscere questi fatti non solo ci ha riempito di orgoglio, ma ci ha insegnato che la Storia, quella che studiamo sui nostri libri, non è qualcosa di estraneo e distante, ma ci accompagna silenziosamente ogni giorno. Sta a noi scoprirla e valorizzarla.

Classe 2C

Tutor: Katy Giacomelli

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