L’inquinamento della plastica

Uno dei problemi che abbiamo affrontato nella nostra scuola è l’inquinamento causato dalla plastica. Ci ha sorpreso molto sapere che molti animali che vivono in mare muoiono per le microplastiche disperse nelle acque: una delle cause di inquinamento ambientale è la dispersione o l’accumulo di prodotti plastici nell’ambiente causando problemi all’habitat di fauna e flora selvatica. Nelle nostre ricerche abbiamo scoperto il Friendly Floatees: giocattoli di gomma in forma di animali resi famosi in seguito all’affondamento di una nave diretta a Tacoma, negli Stati Uniti, il 10 gennaio 1992: durante una violenta tempesta nel nord del Pacifico, la nave perse tre container, che liberarono in acqua parte del carico all’incirca 28mila giocattoli di varie forme. Dopo l’evento i giocattoli hanno percorso migliaia di chilometri in mare spinti dalle correnti. Nel 2017 ci fu un rapporto redatto con analisi in tutto il mondo, sulla presenza di microparticelle di plastica nelle acque e nell’aria, che per le loro ridotte dimensioni riescono con estrema facilità ad entrare nelle catene alimentari. Le microparticelle sono prodotte col lavaggio degli indumenti sintetici, con l’usura di pneumatici, col deterioramento delle vernici, con il lavaggio di prodotti estetici. La plastica rilascia sostanze chimiche nocive al terreno circostante, che penetrano in profondità raggiungendo falde acquifere o altre fonti d’acqua! I danni sono molto seri per le specie viventi che assumono questa acqua inquinata. Le aree utilizzate come discariche sono costantemente colmate da rifiuti di tipo plastico. In queste zone ci sono molti microrganismi che accelerano la degradazione biologica delle plastiche. Per quel che riguarda le plastiche biodegradabili, non appena vengono gettate, il metano, pericoloso gas serra che contribuisce significativamente al riscaldamento globale, viene rilasciato. L’inquinamento causato dalla plastica è potenzialmente pericoloso per gli animali, il che potrebbe influire negativamente sulle forniture alimentari umane. In primo luogo è altamente dannoso nei confronti dei grandi mammiferi marini così prendendo il soprannome di «la più grande minaccia». Sfortunatamente nello stomaco di alcuni animali marini, come la tartaruga marina, sono stati trovati pezzi di plastica, che ne hanno causato la morte; la morte di questi animali è generalmente causata dalla fame, poiché questi materiali bloccano il loro tratto digestivo. Talvolta, invece, i mammiferi marini rimangono intrappolati in prodotti di plastica, rischiando di rimanere uccisi. Sono circa 260 le specie, che sono state danneggiate dall’inquinamento causato dalla plastica. È stato stimato che oltre 400mila mammiferi marini trovano la morte in questo modo negli Oceani. Una ricerca ha concluso che i gabbiani nel Mare del Nord hanno una media di trenta pezzi di plastica nel loro stomaco.

Classe 3B

Tutor: Gianfranco Gherardi, Luigi Aldiccioni, Marcella Ciulli

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