L’eroe silenzioso che salvò la scuola

La storia che tratteremo è presa da una testimonianza indiretta. Infatti per potervela riportare abbiamo conosciuto e intervistato un cittadino locale che ci ha permesso di raccontare in questo articolo l’atto eroico di Mauro Panichi un uomo, anzi un ragazzo, che ha salvato la scuola primaria Bettino Ricasoli di Terranuova dall’invasione tedesca. Il nostro intervistato ha avuto l’opportunità di conoscere di persona Mauro. La prima volta, ricorda di averlo visto in lontananza: “un signore anziano, semplice, un po’ caracollante”. Lo incontrò di nuovo in una seconda occasione e Mauro, con gli occhi illuminati dal ricordo, iniziò a narrare quella vicenda che, diversi anni prima, lo aveva segnato a vita. Era la notte tra il 21 e il 22 luglio 1944 e fino a quel momento Terranuova, dall’ anno della sua fondazione, era sempre rimasta intatta senza subire danni ingenti dai conflitti precedenti. Mauro, a quei tempi era un ragazzo di vent’anni o poco meno, ma, anche se molto giovane, provava un forte amore verso Terranuova, il suo paese. Questo sentimento di appartenenza verso le mura natie lo spinse a compiere un gesto coraggioso, nel quale avrebbe potuto anche perdere la vita. Disse: “ci sono dei gesti che valgono una vita ed io ho avuto la fortuna di viverne uno. A volte non ci accadono mai.” I tedeschi alcuni giorni prima di quella fatidica notte avevano avuto l’ordine di ritirarsi, dato che sarebbero presto arrivati gli alleati. Gli invasori avvisarono con parole chiare ogni abitante del paese di lasciare la propria casa entro quella sera e di rifugiarsi, almeno fino alla mattina seguente, in zone distanti da Terranuova ordinando loro di andare verso la campagna. I soldati tedeschi ed i loro artificieri avevano collegato una molteplicità di ordigni, a loro volta collegati ad un unico innesco dal quale si poteva far deflagrare tutte le cariche. I nemici avevano posizionato le bombe negli edifici più importanti del paese, come la scuola, fin da allora un vero punto di riferimento per tutta la comunità; allo stesso tempo avevano minato anche tutte e 4 le porte del paese in modo da distruggere i 4 punti di accesso alla città costruita sulla pianta ortogonale disegnata da Arnolfo di Cambio. Mauro, che ai tempi aveva iniziato a fare l’elettricista, a causa di un infortunio, portava il gesso. Convinto di dover fare qualcosa per il suo paese, nascose nel gesso delle tenaglie e durante la notte, con alcuni compaesani, si addentrò nella scuola e tagliò i collegamenti delle cariche. A rischio di essere scoperto ed ucciso dai tedeschi, tagliò anche altri collegamenti impedendo l’esplosione di altri ordigni e salvando importanti edifici storici del comune. Mauro non pensò di essere un eroe ma, se oggi il paese è ancora così è merito del suo coraggio e del suo amore per le nostre amate mura.

Classe 2D

Tutor: Lorenzo Puopolo

PER APRIRE LA PAGINA CLICCA QUI