Il Covid-19, l’isolamento e i giovani

La sera del 4 marzo 2020 il primo ministro Conte ha informato gli italiani che la situazione sanitaria dovuta all’espansione dei contagi era grave e l’unica soluzione per contenere l’epidemia era fermarsi. Nel giro di poche ore l’Italia si è dovuta congelare: le serrande abbassate, fabbriche chiuse, scuole deserte. All’inizio eravamo smarriti, perplessi forse contenti, ma presto a queste sensazioni si è sostituita la consapevolezza di come le nostre abitudini stessero profondamente cambiando. Senza scuola, senza sport, senza impegni abbiamo cominciato ad apprezzare e a vivere intensamente gli spazi della nostra casa. Abbiamo legato maggiormente con la nostra famiglia. Fratelli, sorelle e genitori hanno iniziato a far parte della nostra vita più di prima, aiutandoci ad instaurare un rapporto migliore. In questo nuovo modo di vivere talvolta i genitori non hanno saputo rispettare pienamente i nostri spazi e la loro assidua presenza è risultata un po’ difficile da sostenere. Malgrado ciò, le giornate, all’inizio vuote e interminabili, si sono riempite presto di attività nuove e non meno interessanti di quelle che svolgevamo abitualmente. Per alcuni ragazzi l’isolamento ha creato un cambiamento meno pesante che per altri. Certi ragazzi, abituati a trascorrere molto tempo in casa e non uscire spesso non hanno risentito di questa situazione. Per la maggior parte però la quarantena ha creato molti disagi: mancano gli amici, la libertà di poter uscire, e di poter fare sport. Sicuramente per tutti il cambiamento più evidente è stato non dover uscire tutte le mattine per recarsi a scuola. A molti di noi manca l’abbracciarsi e l’avere un contatto fisico, ma, grazie alla tecnologia, possiamo comunque comunicare, vederci on-line e condividere molte cose. Questo periodo ci ha permesso di riflettere su quella “normalità” che davamo per scontata e da ora in poi impareremo a dare importanza e apprezzare ogni singolo rapporto con le persone e ogni attività che svolgeremo giornalmente. Altro cambiamento radicale è stata la didattica a distanza: alcuni si sono trovati meglio, altri peggio, ma sicuramente per nessuno è un buon sostituto alla scuola. Le lezioni sono più pesanti e difficili da seguire, i problemi di connessione, per alunni e insegnanti, sono all’ordine del giorno e poi a casa non ci sono gli amici con cui condividere le ore di scuola. L’isolamento potrà anche sembrare una cosa inutile e fastidiosa ma in realtà è il nostro contributo per salvare la nazione; e ora, nella fase due, che possiamo tornare ad uscire, riprendere alcune attività sportive, rivedere gli amici è necessario rispettare le regole, usare la mascherina e mantenere le distanze obbligatorie: questa è l’unica cosa che possiamo fare per aiutarci a vicenda, perciò è nostro compito farla bene.

Classe 3E

Tutor: Federica Fiorio, Sonia Kosir

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