Vivere in Italia non è affatto facile

L’accoglienza in Italia dei ragazzi stranieri non per tutti è stata tranquilla e semplice. Gli italiani, infatti, in alcuni casi non sono stati con loro molto accoglienti: già in passato le persone straniere venivano trattate male, ma ciò che stupisce è che ancora oggi, nel 2020, ci sia ancora questa divisione fra la popolazione, fra chi è nato qui e chi arriva da fuori. Ora più che mai con la diffusione del Coronavirus, gli italiani guardano gli stranieri, in particolare i cinesi, ancora peggio di prima. Quando girano per le strade, per i supermercati, persino ai giardini, cercano di stare il più lontano possibile dagli immigrati, li evitano, li guardano con uno sguardo carico di odio e disprezzo e addirittura arrivano in alcuni casi ad insultarli. Sono arrivati anche al punto di alzare le mani su di loro. Perché succede tutto questo? Perché, secondo la loro mentalità, gli stranieri non sono uguali a noi italiani. Dobbiamo iniziare a riflettere su questi avvenimenti e farci delle domande quanto mai opportune. Se queste offese venissero rivolte a noi, se venissimo insultati per essere italiani e se venissimo trattati allo stesso modo in cui noi trattiamo loro, come ci sentiremmo? Dovremmo riflettere su quello che diciamo, perché anche loro, gli stranieri, proprio come noi hanno dei sentimenti. Sono esseri umani proprio come noi e meritano il nostro rispetto, in qualsiasi situazione. Eppure sentiamo di continuo ripetere le stesse frasi nei loro confronti: «Ritornate nel vostro paese!». «Ci rubate solo il lavoro! ». « Non meritate di stare con noi!». Ma come può un essere umano giudicarne un altro, solo per la religione in cui crede, per la lingua che parla e per il colore della sua pelle? Gli stranieri arrivano in Italia solo per avere una vita migliore di quella che avrebbero nel loro paese d’origine e non con brutte intenzioni nei nostri confronti. Hanno sempre cercato comprensione e inclusione dall’inizio, ma nessuno è mai stato disposto a mettersi davvero nei loro panni, a capire le difficoltà che hanno incontrato in un paese diverso dal loro. Giudicare una persona dal sesso, dalla religione, dalla lingua o dal colore della pelle è profondamente sbagliato, perché c’è molto altro dietro l’apparenza. Cinesi, indiani, marocchini, pakistani, bengalesi, albanesi: al di là delle singole nazionalità, siamo tutti esseri umani e tutti meritiamo di vivere una vita felice, senza doverci preoccupare di essere considerati diversi oppure addirittura sbagliati.

Classe 2E

Tutor: Orietta Santini, Ottavio Viavattene

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