La grande forza di “scioperare nuotando”

A 13 anni Salvatore Cimmino scopre di essere affetto da una grave malattia, l’ osteosarcoma. Poco tempo dopo viene ricoverato e operato a Bologna. L’operazione gli salva la vita, ma il chirurgo è costretto ad amputargli la gamba a metà femore. Oggi Salvatore cerca di accendere i riflettori sul mondo della disabilità attraverso il nuoto. I ragazzi della IIID, scuola Lenci di Viareggio, l’hanno incontrato e intervistato in videoconferenze. Come nasce l’idea di usare il nuoto per sensibilizzare le persone al tema della disabilità? “L’idea dello “sciopero nuotando”, come lo chiamo io, mi venne 15 anni fa, quando il medico mi consigliò di praticare nuoto. Non avevo mai nuotato prima e scoprii, con sorpresa, di essere naturalmente portato per questo sport. Solo 8 mesi dopo feci la mia prima traversata, senza l’ausilio di protesi performanti. L’anno successivo (2007) organizzai un giro d’Italia a nuoto e nel 2008 fui il primo disabile a prendere parte alla Coppa del Mondo“. Qual è l’impresa di cui va più fiero? “Per me sono tutte importanti. Ma quella più memorabile fu la traversata della Manica nel 2009. Fu dura, ma ci riuscii… e alla fine feci una scoperta davvero sorprendente: ero stato, in assoluto, il primo italiano a compiere l’impresa!“ In Italia esiste una legislazione sulle barriere architettoniche. Pensa sia una buona legge? “Dal mio punto di vista la legislazione italiana è molto all’avanguardia in fatto di disabilità. Per coglierne il valore, basti pensare che i comuni che non rispettano le ferree regole del Peba (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) devono essere commissionati da un consiglio regionale. Il problema è che in Italia questa regola non è applicata, e i comuni non vengono “puniti”. Il risultato? Dopo quasi 35 anni dall’entrata in vigore della legge, su 7904 comuni solo 10 hanno adottato il Peba“. Nel suo blog lei parla spesso di democrazia. Per lei che significato ha? “Ciascuno di noi è unico e speciale. Democrazia è quando ogni essere umano, con la sua unicità, è in grado di dare il proprio contributo alla società. Questo significa che, finché ci saranno barriere che impediscono l’accesso alla cittadinanza (nello specifico: istruzione, mondo del lavoro, mobilità), la democrazia non si potrà mai definire compiuta“. Progetti per il futuro? “Un grande progetto per il 2021. Si chiama ’A nuoto nei mari del globo’. Un giro d’Italia, a nuoto ovviamente, che partirà da Ventimiglia e arriverà in piazza Unità d’Italia a Trieste. 3365 km in 182 tappe. Obiettivo: contribuire alla creazione di un mondo senza barriere e senza frontiere“. Passerà anche da Viareggio? “Ovviamente. L’arrivo della mia quindicesima tappa sarà Viareggio“.

Classe 3D

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