Prima del Covid 19, il terremoto

La sera dell’8 dicembre 2019, da molti cittadini definita “la notte della paura”, alle ore 20:38, una scossa di ML 2.6 ha dato inizio al terrore. Questa scossa non è stata percepita da tutti, ma nel giro di poco, l’allarme si era già diffuso. A questa sono seguite altre scosse più o meno forti e c’è stato chi ha cercato in qualche modo di tranquillizzarsi andando a dormire nonostante la paura fosse tanta. Nessuno, però, poteva immaginare cosa sarebbe accaduto di lì a qualche ora. Erano le ore 04:37 quando un forte boato, seguito dal tremare della terra, ha fatto evacuare in pochi minuti l’intero Mugello. Barberino era appena stato colpito da una scossa di ML 4.5. Il terremoto ha provocato 236 evacuati che sono stati sistemati in parte nella palestra della scuola media “Lorenzo de’ Medici”, in parte all’autodromo e in un’area vicina al lago di Bilancino in cui la Protezione Civile ha allestito dei tendoni. Anche molte delle persone la cui casa era agibile hanno preferito trascorrere quella e la notte seguente in macchina. A partire dal giorno successivo fino alla fine della settimana, le scuole di Barberino sono state chiuse per fare degli accertamenti e per prevenzione. La popolazione di Barberino è stata profondamente segnata da questo evento, infatti, il paese agli occhi dei suoi abitanti non è più lo stesso. Passeggiare per le strade del centro storico e vedere che ci sono delle zone transennate a causa dei lavori di ristrutturazione degli edifici dichiarati inagibili, fa rivivere quelle sensazioni di smarrimento e di incredulità vissuti nella notte del 9 dicembre. Tra le strutture maggiormente colpite dal sisma c’è sicuramente la chiesa di San Silvestro. E pensare che qualche ora prima l’intera comunità si era ritrovata in quella chiesa per assistere alla messa dell’Immacolata. I danni più visibili dall’esterno sono la lesione all’architrave del loggiato e al campanile, mentre all’interno è crollato il controsoffitto del loggiato e si sono rilevate lesioni che hanno portato la Protezione Civile a “mettere in salvo” un dipinto del ’400 e l’organo. Altro edificio molto colpito dal terremoto è stato il Palazzo Comunale che ancora oggi, a tre mesi dall’evento, è inagibile per cui la sede è stata spostata nella biblioteca, presso Palazzo Pretorio: in questo caso i danni principali sono stati rilevati ai piani superiori e per risanarli ci vorranno circa 1,5 milioni di euro. Attualmente anche l’edificio delle Poste è chiuso perché danneggiato gravemente. Il totale delle persone sfollate è stato circa 770 (300 nuclei familiari) e ad oggi sono 12 le famiglie sistemate in albergo. La maggior parte delle abitazioni private danneggiate sono già in ricostruzione ma, molto probabilmente, gli edifici pubblici (chiesa, comune e poste) per qualche anno non saranno utilizzabili.

Classi 3A, 3B

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