“Volontariamo”: a scuola di altruismo

“Perché prenderci cura degli altri? Anche noi ragazzi possiamo fare qualcosa per renderci utili nella nostra quotidianità?”. Sono queste alcune domande che ci siamo posti, discutendone in classe con la nostra insegnante. Nella società individualista attuale, prendersi cura degli altri in modo del tutto gratuito può essere un atto “rivoluzionario”. Il volontariato è molto importante perché fornisce aiuto alle persone sole come gli anziani ed offre uno stimolo ai giovani che sono chiusi in se stessi. Al giorno d’oggi, i ragazzi tendono ad isolarsi, vivendo nella realtà virtuale dei social network. Il volontariato invece li spinge a pensare concretamente agli altri, facendoli uscire dal loro “guscio”. Una delle realtà solidali maggiormente radicate sul nostro territorio è la “Fratellanza Popolare di Peretola”. Si tratta di un’associazione laica che opera da molti anni e riesce ad unire la comunità, offrendo anche molti momenti di aggregazione agli abitanti del nostro quartiere. La Fratellanza presta soccorso alle persone non solo fisicamente ma anche psicologicamente. Essa agisce in molti campi: dall’assistenza ad anziani e disabili al servizio ambulanza, dalla donazione di sangue allo sportello di ascolto per le vittime di violenza. I volontari utilizzano il loro tempo libero per assistere ed aiutare le persone in difficoltà, invece di stare con la propria famiglia o dedicarsi ai loro hobbies. Quest’anno la “Fratellanza Popolare di Peretola” festeggia il suo 120° anniversario e, in questa occasione, abbiamo scelto di conoscerla più da vicino, intervistando alcuni volontari. Venerdì 21 febbraio scorso, nei locali della scuola secondaria di primo grado “Alessandro Manzoni” di Firenze, si è svolto un incontro tra noi ragazzi della classe II B ed i volontari della “Fratellanza Popolare di Peretola” Monica Di Salvatore, Stefano Landini e Danilo Cerbai. Quest’ultimo, in particolare, rappresenta la “memoria storica” dell’associazione perché collabora con essa da ben cinquantuno anni. Monica Di Salvatore invece è una volontaria da due anni, mentre Stefano Landini da sei. Lo scopo di questo incontro è stato quello di informarci meglio sulle loro attività e comprendere le motivazioni che spingono queste persone a dedicare il proprio tempo alla cura degli altri. Grazie al confronto con questi “angeli in divisa”, abbiamo imparato un’importante lezione: aiutando gli altri, aiutiamo anche noi stessi perché l’altruismo ci rende migliori.

Classe 2B

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