“Noi, tra i testimoni della Shoah”

Il 17 e il 18 Novembre 2019, i cittadini e i ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo Mameli-Magnini di Deruta, hanno vissuto un’esperienza straordinaria ed irripetibile. Il Comune della nostra cittadina ha infatti conferito la cittadinanza onoraria a due sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, Sami Modiano e Piero Terracina (quest’ultimo è morto l’ 8 dicembre, nemmeno un mese dopo aver parlato con noi studenti). I due amici da anni dedicavano la propria vita a testimoniare la loro esperienza, parlando ai giovani nelle scuole, affinché i ragazzi si facciano promotori e custodi della memoria storica per evitare che i terribili eventi da loro vissuti non si ripetano più. Sami Modiano è nato nel 1930 nell’isola greca di Rodi, all’epoca provincia italiana. Al momento della promulgazione delle leggi razziali fasciste nel 1938, frequentava la terza elementare della sua scuola, dalla quale, essendo ebreo, si trovò improvvisamente espulso. La situazione a Rodi rimase tuttavia relativamente tranquilla fino all’armistizio, che l’Italia firmò con gli alleati l’8 settembre 1943. Dopo questa data i tedeschi invasero Rodi e il 23 luglio 1944 prelevarono con un inganno tutti gli ebrei presenti sull’isola, senza che nessuno potesse sfuggire e li caricarono nella stiva di un vecchio mercantile per poi farli viaggiare in condizioni disumane. Appena arrivati nel campo di Auschwitz, il 16 agosto 1944, i tedeschi divisero gli uomini dalle donne; Modiano, a quel tempo quattordicenne, rimase con suo padre che riuscì a salvarlo dalle camere a gas. Il suo numero di matricola, tatuato sul braccio, era un numero in più del padre, che era l’ebreo numero “B7455”. Nei mesi successivi, nel campo, Sami perse la sorella Lucia e anche il padre, ma strinse amicizia con un altro giovane deportato italiano, Piero Terracina, di soli due anni più grande di lui, proveniente da Roma. Nel gennaio del 1945 i russi liberarono i prigionieri di Auschwitz, così Sami poté scappare. Faticosamente rientrò in Italia e tornò alla vita normale, dopodiché si sposò ed emigrò nel Congo Belga, dove svolse la propria attività professionale di commerciante. Tornò in Italia quando in Congo scoppiò la guerra civile. Da allora, insieme all’amico Piero, ha sempre svolto un’intensa attività di testimonianza, incontrando i giovani in scuole, associazioni, università, tenendo conferenze, seminari di formazione e partecipando a trasmissioni radiofoniche e televisive. L’incontro con questi uomini ci ha aiutato a capire che l’essere umano può fare tanto male al prossimo e che ricordare è obbligatorio per far sì che tali eventi non si ripetano mai più.

PER APRIRE LA PAGINA CLICCA QUI