Ma che bontà, ma che bontà!

La provincia di Siena, con le sue meravigliose colline del Chianti, ha una tradizione culinaria semplice, ma gustosa. Chi, dopo aver girato per le vie di Siena, immersi nella storia e nell’arte, o aver passeggiato nella nostra splendida campagna, o aver visitato uno dei nostri ricchissimi musei, non sente un certo languorino? E infatti, il cibo è motivo di piacere, pari al contemplare un quadro o ammirare una statua. E’ difficile rimanere delusi dalla cucina toscana, ricca di sapori e composta da ingredienti semplici e genuini. Iniziando dagli antipasti troviamo i crostini al patè di fegato (o crostini “neri”) e le bruschette al pomodoro. Già dagli antipasti, possiamo vedere che la cucina toscana abbraccia tutti i gusti, sia chi ama sapori “decisi” e riscopre volentieri prodotti come le frattaglie, di cui la nostra tradizione culinaria fa largo uso essendo una cucina di tradizione contadina (in cui non si buttava via niente!), sia chi sposa ideali “vegetariani” e ama particolarmente verdure, legumi e ortaggi, insaporiti con spezie, aglio e cipolla… il tutto condito dal nostro “oro verde”, l’olio, prodotto di eccellenza. Proseguendo con i primi piatti troviamo i pici: spaghetti molto spessi, fatti con farina di grano tenero, conditi con cacio e pepe, aglio e pomodoro (all’aglione), sugo di anatra (“sulla nana”) o di cinghiale. Tra le zuppe, ricordiamo la “ribollita”, una minestra a base di vegetali, cavolo nero, fagioli e pane raffermo, tipica della tradizione contadina che all’origine si cuoceva addirittura tre giorni. Tra i secondi, il piatto più famoso è costituito dalla carne alla brace; la carne è quella dei vitelli di razza Chianina, allevati al pascolo. Ma non meno buoni sono i piatti a base di cacciagione: il cinghiale in umido è un piatto gustosissimo, ed è apprezzato per il suo gusto saporito e deciso. Un capitolo a parte meritano i nostri formaggi e i nostri salumi: il Pecorino di Pienza e i salumi di Cinta Senese, antica razza di maiali. Non dimentichiamoci poi dei contorni: dai fagioli all’uccelletto, cotti con pomodoro e salciccia o, i funghi, di cui sono ricchi i nostri boschi, come ad esempio i porcini, consumati trifolati, alla brace, in padella, preparati con risotti o come sugo, ma anche consumati freschi, come una croccante insalatina. E poi i dolci: ricciarelli, panforte e cavallucci, tipici dolci senesi….Ma per consumare un pasto come si deve, non bisogna mai scordare il vino perché come dice un detto locale ,“Un pasto senza vino è come un giorno senza sole” e noi possiamo certamente vantare delle eccellenze conosciute in tutto il mondo: il Brunello di Montalcino, il Chianti, il Bianco Vergine della Valdichiana, la vernaccia di San Gimignano, il Vinsanto e molti altri. Cosa rimane? Ah si! BUON APPETITO!

Classe 2D

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