Le proteste dei giovani dilagano

Le proteste dei ragazzi ci sono sempre state, ma mai come oggi le ribellioni giovanili sono diventate un fenomeno globale, che coinvolge ragazzi di tutto il mondo. Ad aprire le danze potrebbe essere stata Greta Thumberg una studentessa svedese di 17 anni che nel 2015, quando aveva appena 12 anni, iniziò a protestare con il “Global climate march” che ora è diventato “Fridays for Future”. Greta ha fatto impazzire il web e ha ispirato migliaia di altri ragazzi tra cui Olga Misik, una diciassettenne russa, che ogni giorno protesta con la Costituzione in mano per i diritti mancati dei ragazzi nel suo Paese; Olga non ha neanche il supporto dei genitori, i quali pensano che stia facendo una stupidaggine.In Italia sta emergendo “il movimento delle Sardine” contro “I grandi” della Repubblica che non fanno nulla per i giovani; a Hong Kong i ragazzi sono contro la legge sull’estradizione di criminali in Cina e queste manifestazioni stanno diventando violente e pericolose. In Cile i liceali protestano, fra le altre cose, per l’aumento del biglietto della metro; nel Nord-Est dalla Siria delle ragazze lottano contro l’invasione turca; in Iran le ragazze protestano “Odio questo sistema, voglio reagire” , qui è anche stata arrestata una ragazza perchè non indossava il velo. In Inghilterra Anna Taylor con altri 3 studenti ha fondato l’UKSCN, (UK students climate network) un gruppo di diciottenni molto agguerriti che chiedono scioperi pacifici da scuola, con la speranza che il governo britannico agisca sulla crisi climatica soddisfacendo le loro richieste. I loro scioperi hanno visto migliaia di ragazzi non andare a scuola un venerdì al mese. Sparsi per il mondo e simbolo della protesta anti-governativa sono i “Lennon Wall“. Il nome è preso dal famoso cantante inglese del gruppo dei Beatles ,Jonh Lennon, che fu il più rivoluzionario tra i quattro. Su questi muri vengono attaccati dei post-it colorati per esprimere solidarietà e incoraggiamento alla libertà. Questi post-it inneggiano inoltre alla democrazia e denunciano l’ingerenza cinese negli affari dell’ex colonia britannica. Per tornare ai giovani che manifestano contro il riscaldamento globale oppure contro l’inquinamento ambientale vale quello che rivendicano nei loro cartelli: «Voi avete avuto un futuro lo dovremmo avere anche noi» oppure: «Una volta che iniziamo ad agire, la speranza si diffonde. Quindi invece di cercare la speranza, cerchiamo l’azione. Allora e solo allora ,la speranza arriverà». È questa la spinta che fa muovere milioni di giovani di tutto il mondo e tutto questo naturalmente è favorito dai social network che creano un contagio mediatico fra i giovani, trasferendo le proteste iniziate in una piccola città svedese su un piano internazionale.

Classe 2B

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