La storia dei velieri di cartapesta

VIAREGGIO nel 1871 contava circa 17.000 abitanti. Era un paese di marinai, calafati, contadini e famiglie benestanti che venivano per il mare. Una città in crescita alla ricerca di nuovi sbocchi economici. Il Carnevale nacque nel 1873, progettato da giovani nobili, che, annoiati dalla mancanza di un carnevale locale, idearono una sfilata di carrozze inghirlandate con maschere nella via Regia. Era un corso in embrione. Nel 1874 la Società del Carnevale, appena fondata, chiedeva al sindaco il permesso di terminare le feste bruciando una figura di carta rappresentante il Carnevale. I carriebbero luce a opera di calafati, mastri d’ascia e segantini, che portarono sulle quattro ruote d’una carretta i magici equilibri del barcobestia sulle onde. L’esperienza di carpentieri, creatori di bellissimi velieri, unita a quella di geniali artisti, come Viani stesso, ha reso il nostro Carnevale del tutto originale. Natino Celli, famoso costruttore di navi tra ‘800 e ‘900, eresse in cantiere un’alta torre sopra un pesante carro, trasferendo nell’opera i segreti dell’arte. All’inizio i carri rappresentavano divinità della natura. Si riallacciavano alle antiche tradizioni pagane, nate in un contesto agricolo, celebravano la fine dell’inverno e la rinascita della vita. Erano costruzioni pesanti, in legno, statiche, animate solo da figuranti. Dopo la Grande guerra Viareggio visse un periodo d’oro e il carnevale seguì l’evolversi di una città, in cerca di attrazioni per essere meta di turismo aristocratico. Le sfilate si erano spostate sul lungomare e le costruzioni divennero spettacolari. Nel 1923 un enorme Pierrot roteava gli occhi. Portata dalla Catalogna arrivò anche la cartapesta. Le opere si alleggerirono, divennero gigantesche e ricche di movimenti. Nel 1930 Uberto Bonetti, ideò Burlamacco che, divenuta la maschera ufficiale di Viareggio, unì il Futurismo alla tradizione. Il carnevale ebbe un grande successo e riprese nel dopoguerra accompagnando la rinata speranza. Da sempre satira e attualità sono ingredienti fondamentali del carnevale. Nel 1874 si derise l’esattore delle imposte. Si celebravano le conquiste dell’epoca: Il trionfo dei fiammiferi o Il trionfo della bicicletta. In una mascherata del 1912, “La conquista della Libia”, compariva la critica politica nei confronti del governo Giolitti. Nel corso del tempo, forse con la sola eccezione del ventennio fascista, i maghi della cartapesta sono stati sensibili ai problemi del mondo. Quest’anno il carro vincitore, di Lebigre-Roger ha sottolineato l’importanza della difesa dell’ambiente, ponendo come figura centrale, Greta Thunberg nei panni di Dorothy, protagonista de’ “Il mago di Oz”. “Chi disprezza le maschere capisce poco o niente”. E dietro le maschere si nascondono grandi verità.

Classe 3E

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