La sfida? Noi, capitale della cultura

«La vita fugge e non s’arresta un’ora» recitava il Petrarca: proprio in queste ore Arezzo non si ferma, anzi la città è in corsa per un’importante sfida: Arezzo “Capitale Italiana della Cultura 2021”, riconoscimento assegnato dal MIBACT. Sono 44 quelle che presenteranno proposte per valorizzare il loro patrimonio culturale; se il progetto è ritenuto valido, la città riceverà 1 milione di euro per il suo programma. Abbiamo invitato il direttore di Arezzo InTour Rodolfo Ademmollo, ci ha presentato la città sul piano turistico. Per Arezzo il turismo è una grande opportunità per far valere la sua tradizione culturale, quali sono i punti di forza della città? «Arezzo ha una grande ricchezza materiale, fatta di monumenti, musei e beni artistici, esiste anche un patrimonio immateriale, quindi tutto ciò che rientra nella nostra capacità di organizzare eventi unici al mondo. Gli eventi punti di forza della città sono la Fiera, la Giostra e la Città del Natale. Tutto questo patrimonio sta confluendo nel progetto più organico di Arezzo Capitale della Cultura. Oltre alle ricchezze materiali Arezzo ha una sua unicità da valorizzare» Quali gli attori coinvolti nella valorizzazione della città? «Per promuovere una città è importante conoscerla, i primi attori coinvolti siamo tutti noi. In secondo luogo gli organi di stampa, i siti di promozione turistica e di eventi. Nella valorizzazione concorre la qualità del servizio, per cui il turista stesso fa pubblicità alla città, dopo aver vissuto un’esperienza positiva. Arezzo InTour gestisce la destinazione turistica, aperta a privati e ad enti pubblici che partecipano alla governance per promuovere il territorio aretino». Su quali itinerari dovrebbe puntare la città? «Arezzo InTour sta lavorando ad un itinerario per la scoperta delle location del film “La vita è bella”, i luoghi in cui sono state girate scene del film. Un altro progetto è la creazione di un itinerario “Detox”: si visiterà la città, senza uso degli smartphone, utilizzando un kit da veri esploratori come mappa e bussola». In che modo i giovani possono essere coinvolti? «La prima cosa è conoscere e apprezzare la città. Il ruolo di voi giovani è fondamentale, sapete usare strumenti digitali che vi permettono di diventare i testimonial della città, condividendola nei social, per cui potrete trovare modalità per raccontarla in modo innovativo». Quale progetto sarà un trampolino per aprire la città? «Stiamo lavorando al Discover Arezzo, un sito che presenterà le opportunità della città e del territorio. L’altro progetto riguarda Arezzo Capitale della Cultura, un’offerta culturale di altissimo livello, il turismo dovrà posizionare quest’offerta nel mercato turistico, entrambi i progetti si sostengono e opereranno per lo sviluppo della città.

Classe 2A

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