Il disco in vinile compie 75 anni

Un impasto gommoso di cloruro di polivinile viene messo in una pressa a caldo e ne esce un biscotto, ossia un disco di vinile solcato da una spirale lungo la quale, grazie al movimento rotatorio del giradischi, una puntina sintetica o di diamante legge le vibrazioni sonore del solco e le passa ad un altoparlante che diffonde nell’aria le ’canzonette’. E’ così che nasce il disco in vinile. Il procedimento in realtà è più complesso e dopo la pressatura il disco viene raffreddato e limato per dargli la forma liscia e circolare che conosciamo o meglio che conoscono i ’grandi’, perché per noi ragazzi del nuovo millennio i vinile fanno parte della preistoria, interessanti reperti delle nostre soffitte. I vinili hanno accompagnato la vita quotidiana dei nostri genitori e dei nonni e grazie a loro, ai giradischi e poi ai mangiadischi, la musica diventa commerciale ed entra in tutte le case, nei locali dei giovani con i jukebox, compagna onnipresente di feste, scampagnate e giornate in spiaggia. Attualmente il termine ’vinile’ viene spesso usato per indicare in particolar modo gli LP, ma non viene utilizzato molto, sostituito com’è da sistemi moderni che ci fanno ascoltare musica in ogni momento e luogo. Scommettiamo, però, che qualcuno leggendo l’articolo andrà ad accendere il giradischi e ascolterà una canzone del passato: ma si sa, la musica è senza tempo come la poesia. Curiosando nella storia, scopriamo che il 10 gennaio 1945 viene prodotto in America, dalla Columbia Records, il primo 45 giri in vinile verde come risultato della sottrazione tra il disco a 78 e il 33 giri, con due canzoni di circa 4 minuti, una sul lato A ed una sul lato B. La Radio Corporation of America (Rca) pubblicò il primo singolo, messo ufficialmente in vendita dal 31 marzo 1949. In Italia è uno dei simboli del ’boom economico’ e si diffonde a partire dai primi anni ’50 e sarà un cult per le giovani generazioni raggiungendo l’apice tra il 1964 e il 1970 quando si affacceranno sul mercato musicassette e poi CD. Il 18 agosto 1990 si decise di porre fine alla produzione di vinili che, però, continuarono fino al 1993. L’Italia si distingue per essere stato l’unico Paese al mondo ad aver distribuito il 45 giri anche in edizione per i juke box e non vendibile al pubblico. I ’singoli’ permettevano di comprare solo la hit del momento invece dell’intero album, che si trovava sul lato A, mentre sul lato B c’era una canzone meno nota. Tuttavia la storia è piena di B-sides divenuti famosi Un esempio è ’Piccola Katy’ dei Pooh di cui non si ricorda facilmente il lato A ’In silenzio’. I Beatles, innovatori sia nel campo della musica che del marketing, produssero un singolo con due lati A: Day Tripper/We Can Work It Out del 1965.

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