Gli altri siamo noi: stop differenze

Spesso quando parliamo di persone con difficoltà motorie o sensoriali utilizziamo due parole: noi e loro. Sbagliamo. Siamo tutti esseri umani con gli stessi diritti e gli stessi sogni. Non siamo divisi in categorie, non possiamo classificarci a seconda del nostro sesso, del nostro modo di vestire, della nostra nazione o con chi decidiamo di stare. È il momento di smettere di classificarci per le nostre difficoltà. Quale diritto abbiamo noi per compatire queste persone? L’ha detto qualcuno che una persona senza difficoltà sia più felice di una che ne ha? Alex Zanardi, famoso ex pilota e paraciclista, è il simbolo della felicità nonostante le avversità avute in passato. Possiamo affermare ciò grazie alla sua celebre frase: «Se non avessi avuto l’incidente in cui ho perso le gambe ora non sarei così felice». Le barriere architettoniche sono degli ostacoli che persone con difficoltà motorie o sensoriali devono affrontare ogni giorno per accedere a luoghi pubblici o privati, come rampe di scale, assenza di segnali acustici, assenza di percorsi tattili, marciapiedi dissestati… Che però possono creare alle persone interessate un forte disagio facendole sentire diverse, limitandone azioni semplici e quotidiane. Partendo dal presupposto che una società misura il suo grado di civiltà da come riesce a garantire l’indipendenza di chi presenta disabilità, è inaccettabile che uno Stato come l’Italia, avanzato su vari punti di vista, non si dedichi alla completa eliminazione di questo problema. Proprio per questo motivo il nostro Paese il 14 Giugno 1989 ha iniziato la sua lotta contro le barriere architettoniche emanando la normativa n°236 emessa dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Questa normativa stabilisce l’adattabilità, visitabilità e accessibilità ad edifici pubblici e privati. Furono istituiti anche i P. E. B. A (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) introdotti nel 1986 con l’articolo 32, comma 21, della legge n°41. I progressi più significativi sono stati ottenuti nell’ambito dell’edilizia pubblica: scuole, ospedali, tribunali… Molta meno efficienza è stata riscontrata nell’edilizia privata, ma ne resta ancora da fare, basti pensare che in molte scuole non è ancora garantita la completa fruibilità di persone con vari tipi di difficoltà. Sarebbe opportuno, far provare alle persone che non devono far fronte a questi ostacoli le problematiche che comportano la disabilità. Per completezza quindi, abbiamo deciso di dedicare uno degli articoli del nostro giornale alla descrizione delle difficoltà che una persona che presenta un handicap deve affrontare percorrendo un tragitto abituale. Speriamo che informando e sensibilizzando i lettori si possa riuscire ad eliminare non solo le barriere architettoniche fisiche, ma anche quelle mentali per arrivare a parlare dei disabili con un unico NOI.

Classe 2F

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