Educazione ambientale sul serio

Dicono che la nostra sarà la generazione che migliorerà il mondo. Tutti si aspettano troppo da noi, talmente tanto che per riuscire a realizzare questo sempre più necessario e urgente cambiamento dobbiamo iniziare da ora, partendo dalle cose più semplici e quotidiane, come la nostra scuola. Proprio per questo, l’anno scorso abbiamo deciso di partecipare al progetto proposto dal Comune e organizzato dall’assessorato all’Ambiente e dal Servizio ciclo dei rifiuti, la terza edizione del Progetto di Educazione Ambientale, per metterci in gioco provando a trovare idee per riqualificare un ambiente non utilizzato della scuola, sfruttando solo materiali di seconda mano. Questo per tentare di risolvere, in modo sostenibile, uno di quelli che sono i problemi più gravi di oggi: l’inquinamento da plastica. Tra tante ipotesi, quella che ci ha convinto di più è stata progettare un’aula e una scacchiera all’aperto. Entusiasti, abbiamo subito iniziato a fare dei sopralluoghi per scegliere il posto migliore dove posizionare le nostre installazioni. Abbiamo preso in considerazione vari spazi e, tra tutti, la zona dietro l’aula magna si è rivelata la più idonea e inclusiva: ha una buona acustica, è facilmente accessibile per mezzo di un camminamento che gira intorno all’edificio, è ombreggiata e fresca grazie alle piante circostanti, la strada vicina è poco trafficata. A questo punto c’era ancora molto da fare per arrivare al completamento del progetto: foto, rilievi, planimetrie, elaborazione di varie proposte. Abbiamo imparato a riconoscere i punti fissi e riportarli con il metodo delle trilaterazioni su carta. Infine, c’è stata la parte più «divertente»: scegliere i colori della pavimentazione (che abbiamo pensato in drenante riciclato) e dei vari arredi, che abbiamo immaginato con tinte accese e brillanti. Abbiamo fatto questa scelta per creare una continuità tra l’aula e la scacchiera; infatti, poiché sono distanti tra loro, il colore fa capire che fanno parte di un unico progetto. Il risultato finale è quindi un insieme di colori e piante tipiche della macchia mediterranea, situate anche accanto a quinte verticali che serviranno a delimitare il contorno dell’aula e a riempire gli spazi vuoti tra alcuni alberi. L’aula sarà quindi un bellissimo luogo per riflettere, fare dibattiti, lezioni alternative e laboratori. Con grande gioia abbiamo partecipato lo scorso 24 maggio alla manifestazione finale, allo Zauli, dove abbiamo appreso che il nostro progetto è piaciuto ed è stato finanziato per circa 10.000 euro. I materiali di riciclo verranno forniti dalla Revet, azienda leader nella gestione integrata del ciclo dei rifiuti, che serve circa 200 amministrazioni comunali e oltre l’80% della popolazione toscana.

Classi 3A, 3F

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