Combattere sì, ma per la pace

Già prima della nascita di Cristo, un famoso filosofo di nome Platone, che ancora non conosceva la guerra moderna, ebbe un’intuizione rara e profonda: “Solo i morti hanno visto la fine della guerra”. Aveva capito sin da allora che la guerra porta odio, stanchezza, vergogna, disgusto e, soprattutto, buio totale da cui nessuno mai ne esce vittorioso…eppure, a quell’epoca, la guerra si combatteva corpo a corpo, con armi semplici. La razza umana non può fare mossa peggiore che scatenare una guerra ed è pazzesco che oggi si spendano milioni di euro per comprare attrezzature militari o costruire armi sempre più potenti che annientano in pochi secondi; la guerra fa paura e siccome è temuta, ci si prepara ad essa con esplosioni, bombe e razzi che volano dall’altra parte del mondo senza darti la possibilità di rimediare o tornare indietro. La guerra è un buco nero e fa sempre male, è come una tigre da “tenere in gabbia”, perché non sceglie, non guarda in faccia nessuno, agisce e distrugge, spezza i cuori, non dà chance, non ha pietà per nessuno, spazza via la stessa umanità e, come aveva intuito saggiamente anche John Kennedy, «L’umanità deve porre fine alla guerra o la guerra metterà fine all’umanità ». La guerra è come un microbo che annienta e gli unici anticorpi contro questo microbo letale siamo noi, con il nostro coraggio, con il nostro impegno perché qui c’è da combattere, ma solo per la pace!! L’aveva urlato al mondo intero anche un’attivista statunitense, Eleanor Roosevelt affermando che «non è sufficiente parlare di pace, bisogna crederci. E non basta crederci, bisogna lavorarci sopra». La guerra crea vittime e il suo bersaglio siamo noi; dunque occorre unire le nostre forze per sconfiggere le malvagità di una guerra moderna, anche perché la nostra bellissima costituzione ripudia la guerra, non la considera adatta a risolvere le problematiche. Ma questo articolo non deve essere inteso solo come un numero scritto su un pezzo di carta o incorniciato su una parete. Lancia un messaggio che occorre sentirselo sulla pelle, nel nostro sangue, dentro di noi, occorre farne una ragione di vita e noi bambini, che siamo “Cittadini del futuro” vogliamo dire “no” con forza alla guerra, a litigi tra i capi di Stato, alle polemiche pericolose, pretendiamo che tra i potenti ci siano accordi sinceri, rapporti sereni, in modo che sia la pace a governare il mondo. Noi ci impegniamo a far sì che questo non sia un sogno, ma realtà.

Classe 5B

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