Adotta un compagno di banco

Se pensi all’Afghanistan cosa ti viene in mente? Sicuramente un paese segnato da guerre, povertà, discriminazioni e violenze; anche noi abbiamo pensato così inizialmente, ma in realtà, è una terra ricca di bellezze naturalistiche, culturali e artistiche, basti pensare al paesaggio dei laghi blu di Band-e-Amir o al fascino del mausoleo di Balkh. Nonostante queste attrattive, che lo potrebbero rendere una meta turistica, l’Afghanistan oggi, invece, è in uno stato ininterrotto di guerra dal 1979. Dal conflitto contro l’Unione Sovietica si è passati alla guerra civile. Dopo il 1996, i talebani hanno preso il controllo del governo afghano, hanno vietato la coltivazione dell’oppio ed imposto un governo fondamentalista. La guerra ha portato ad una situazione di grande povertà e alla morte di trentacinquemila civili, anche a causa dei bombardamenti nel periodo successivo all’attentato alle Torri gemelle di New York. Sono numerose le associazioni umanitarie che intervengono per aiutare la popolazione afgana, quella italiana più importante è “Emergency”, fondata da Gino Strada, che ha costruito ben tre ospedali per curare i feriti di guerra. Noi, però, abbiamo conosciuto un’altra associazione umanitaria impegnata in Afganistan, “Omnes…oltre i confini”, che ha sede in Umbria, a Bevagna, proprio nel nostro territorio. Grazie all’interesse di Rahmatullah Hanefi, l’ex direttore di uno degli ospedali di Emergency, i membri di “Omnes”, insieme all’OPR (Organizzazione Riduzione Povertà), hanno fondato una scuola gratuita per le bambine e per gli orfani di guerra a Lashkar Gah, una delle città più colpite dal conflitto. In Afganistan il 40% dei bambini non ha il diritto allo studio (UNICEF 2017). “Adotta un compagno di banco” è il nome del progetto a cui parteciperà la nostra scuola: l’associazione “Omnes” chiede agli alunni dell’Istituto Bevagna- Cannara di fare un gesto di solidarietà, rinunciare spontaneamente a nostre piccole spese non indispensabili, per finanziare la scuola afgana e per dare a tanti bambini la possibilità di avere una vita migliore. In ogni classe della nostra scuola abbiamo creato un salvadanaio nel quale stiamo raccogliendo i frutti dei nostri piccoli sacrifici. Noi diamo per scontato il diritto all’istruzione, andare a scuola fa parte della nostra quotidianità, ma non ci rendiamo conto che, in altre parti del mondo, soprattutto alle bambine, l’istruzione è negata. Anche loro, proprio come noi, hanno tanti sogni e aspettative: un lavoro appagante, la possibilità di viaggiare, di avere una vita serena, cose che i bambini afgani non potranno mai avere senza la scuola. Il nostro impegno è essenziale per fare in modo che i loro sogni diventino realtà e che questi bambini possano avere un futuro diverso da quello che altrimenti sarebbero destinati ad avere.

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