Un gemellaggio con l’Esperanto

Una biblioteca di livello mondiale e il gemellaggio tra Massa e Bad Kissingen sono i segni più forti in terra apuana dell’Esperanto, lingua nata per unire i popoli e studiata nella nostra città dagli anni Sessanta ad oggi da migliaia di studenti. I suoi segreti li hanno svelati l’altro pomeriggio Alessandro Simonini ed Enrico Gaetano Borrello, referenti del Gruppo esperantista massese, durante l’incontro nella Biblioteca nell’Archivio di Stato di Massa. Quest’anno ricorrono i sessant’anni del gemellaggio tra Massa e Bad Kissingen. Come è nata l’idea? «Il gemellaggio è nato all’interno della comunità esperantista. L’evento che ha legato Massa alla città bavarese – ha spiegato Simonini – fu celebrato il 20 aprile del 1960. La guerra era finita da 15 anni e c’era ancora animosità e sospetto tra il popolo italiano e quello tedesco. Per questo i fratelli Mario e Catina Dazzini e il tedesco Hugo Röllinger, tutti esperantisti, vollero un patto di riconciliazione tra i due popoli. Non a caso nel documento che sancisce il gemellaggio, la bandiera dell’Esperanto si trova tra gli stemmi di Massa e di Bad Kissingen. Fra l’altro al borgomastro della città tedesca fu donata una moneta coniata dallo scultore massese Riccardo Rossi». Cos’è l’Esperanto? «E’ una lingua di facile apprendimento perché ha solo 16 regole e nessuna eccezione e con poche parole si possono esprimere molti concetti. Vuol essere una lingua universale. Ed è stata riconosciuta dall’Unesco». Chi l’ha inventata e perché? «L’ha ideata il medico Ludwik Lejzer Zamenhof, ebreo polacco di Bialystok che conosceva molte lingue. Visto che non erano infrequenti le incomprensioni tra polacchi, ebrei e altre minoranze linguistiche, e ritenendo che il primo ostacolo per una reciproca comprensione fosse la lingua, decise di proporre una lingua semplice che tutti potessero imparare ed usare». L’esperanto dove si parla? «Sono esistiti brevi esperimenti – è intervenuto Borrello – fra i quali Moresnet, un piccolo territorio tra Belgio e Germania, e l’Isola delle Rose costruita nel 1968 nell’Adriatico a 12 miglia da Pesaro dall’ingegner Giorgio Rosa che rivendicò l’indipendenza dall’Italia. La lingua ufficiale era l’Esperanto. È stato il primo ‘Stato’ con costituzione e leggi scritte in Esperanto». Quali progetti avete? «Vogliamo creare una sezione di testi in lingua esperanto alla Biblioteca comunale di Massa. Ora ci sono 70 libri che possono essere presi in prestito. Lì il martedì sera forniamo consulenza e, in futuro, proporremo letture pubbliche. Per ottobre stiamo organizzando un evento che collegherà escursionismo ed Esperanto sulle Apuane». Si ringrazia per la disponibilità Francesca Nepori, direttrice dell’Archivio di Stato.

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