Tre generazioni a confronto

Parlare di passaggi tra le generazioni è un modo di affrontare il tema della tradizione e della sua verifica cioè di una trasmissione che sia non meccanica ma, almeno in certa misura, consapevole e capace di critica costruttiva. Generazione è un termine polisemico, cioè portatore di più livelli di significato: si definiscono pertanto diverse tipologie di generazioni. I Boomers: i nostri nonni, sono i figli del Body Boom, coloro che hanno vissuto il periodo della ripresa economica e del boom demografico, successivo alla fine della seconda guerra mondiale; sono nati tra il 1945 e il 1965 (dai 53 ai 75 anni oggi), è la generazione delle rivoluzioni culturali, delle lotte per i diritti civili dei movimenti Hippy, della rivoluzione sessuale, dei pacifisti, del femminismo e del rock. I Gene X (38/53 anni) sono i nostri genitori, detti anche generazione Sandwich, stretti tra figli ancora non autonomi e nonni a cui badare, oltre 15 milioni in Italia, un fenomeno in costante crescita che richiede strumenti di supporto adeguati per non incorrere in situazioni di elevato stress e ansia ma al tempo stesso costituiscono il perno della società che ruota attorno a temi della disoccupazione, la precarietà e la crescita zero. L’espressione X nasce da Doug Copland nel famoso romanzo Generazione X, uomini schiacciati tra il sogno americano e l’incubo delle torri gemelle. I Millennials: nativi tra il 1980 e il 2000, generazione caratterizzata da una maggiore familiarità con le comunicazioni, i media e le tecnologie digitali, ma è anche la generazione della precarietà, il che li ha visti classificati come «bamboccioni », coloro che vivono ancora con la famiglia. Gli Zoomer: siamo noi nativi tra il 1990 e il 2010, la prima generazione di nativi digitali, con diffuso utilizzo di internet sin dalla nascita; sono il target del futuro, quello che nei prossimi anni influenzerà di più le strategie di digital marketing delle aziende. Questa generazione è detta anche Multitasking, coloro che svolgono più azioni contemporaneamente. Mettiamo a confronto tre generazioni, Boomer, Sandwich e Zoomer: le principali differenze nascono dai diversi contesti storici e sociali. Ai tempi in cui i nostri nonni avevano la nostra età, intorno agli anni Cinquanta, l’Italia stava vivendo la ripresa del secondo dopoguerra, con quella felice speranza in un nuovo futuro, migliore e senza guerre, mentre il periodo in cui i nostri genitori vivevano la loro adolescenza, anni Ottanta, il Paese si rialzava dalla guerra fredda e dai contrasti sociali, vivendo un periodo di spensieratezza e frivolezza. Ai nostri giorni tutto sembra più immediato e stabile, grazie al diffuso benessere ma soffriamo di più la solitudine e l’incomunicabilità con i nostri genitori, per lo più fuori casa, trovando spesso consolazione nel nostro cellulare.

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